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Il ruolo dell’EBV DNA circolante nella personalizzazione del trattamento del carcinoma nasofaringeo localmente avanzato in setting non endemico: lo studio di fase 2 INTERLAYER

Principal Investigator: Dott. Alfieri Salvatore

Struttura Principale: Oncologia Medica 3 - Tumori testa-collo

Farmaco: Gemcitabina 1000 mg/mq

Cisplatino 100 mg/mq

Radioterapia

Capecitabina 650 mg/mq

Patologie: Altro

Il cancro nasofaringeo (NPC) è una malattia rara nelle aree non endemiche con un'incidenza stimata di 0,4 per 100.000 in Europa. L’NPC è noto anche per essere altamente sensibile alla radioterapia e alla chemioterapia e la sua prognosi è notevolmente migliorata negli ultimi decenni con un tasso di sopravvivenza a 5 anni che varia dal 98% al 71% a seconda del gruppo di stadiazione. Tuttavia, ci sono due principali esigenze non soddisfatte in questo contesto: ridurre il carico di tossicità nel sottogruppo di pazienti con buona prognosi e aumentare la sopravvivenza in quello con prognosi sfavorevole.  

Trattandosi di un cancro correlato al virus (EBV), la valutazione dell’andamento longitudinale dello stesso virus può rappresentare una metodica di analisi della risposta della malattia ai trattamenti. Nello specifico questo studio prevede l’arruolamento di circa 70 pazienti totali, suddivisi in 3 diverse coorti prognostiche in base ai test longitudinali EBV-DNA eseguiti al basale e dopo la fine di ciascun ciclo di chemioterapia. 

I principali criteri di inclusione sono: 

  • Diagnosi istologicamente provata di carcinoma nasofaringeo (NPC) 
  • Stadio III-IV secondo l'ottava edizione dell'American Joint Committee on Cancer (AJCC). 
  • EBV-DNA plasmatico rilevabile prima del trattamento 

I principali criteri di esclusione sono: 

  • Carcinoma nasofaringeo (NPC) ricorrente/metastatico 
  • Il paziente ha ricevuto in precedenza un trattamento locale o sistemico 
  • Diagnosi di altre neoplasie (ad eccezione di neoplasie selezionate in stadio precoce operate da più di 2 anni) 

La fattibilità dell’arruolamento nello studio dipende da: caratteristiche del paziente (dati demografici, storia oncologica e malattie concomitanti), valori di esami di laboratorio e dati radiologici, che verranno indagati attraverso precisi esami di screening, prima dell’avvio del trattamento. Tali esami si svolgeranno secondo tempistiche ben definite. 

I pazienti idonei verranno sottoposti a 3 cicli di chemioterapia di induzione (IC) con cisplatino-gemcitabina e il test EBV-DNA verrà eseguito dopo ogni ciclo di IC. I pazienti con EBV-DNA non rilevabile dopo 1 ciclo di IC e risposta radiologica parziale (PR) o completa (CR) al termine della IC riceveranno terapia chemioradioterapica deescalata (CRT) (DE-ESCALATION COHORT); i pazienti con EBV-DNA non rilevabile dopo più di 1 ciclo IC riceveranno una CRT simultanea standard (STANDARD COHORT); i pazienti con EBV-DNA persistentemente rilevabile o EBV-DNA non rilevabile in qualsiasi momento dell'IC e successivo rialzo durante il trattamento riceveranno CRT standard seguita da un massimo di 1 anno di capecitabina metronomica adiuvante (ESCALATION COHORT). 

Il disegno dello studio quindi prevede l’assegnazione a: 

  • Coorte A: EBV-DNA non rilevabile dopo 1 ciclo di IC e risposta radiologica parziale (PR) > DE-ESCALATION > Cisplatino 100 mg/mq ogni 3 settimane per 2 cicli e radioterapia; 

 

  • Coorte B: EBV-DNA non rilevabile dopo più di 1 ciclo di IC > STANDARD > Cisplatino 100 mg/mq ogni 3 settimane per 3 cicli e radioterapia; 

 

 

  • Coorte C: con EBV-DNA persistentemente rilevabile o EBV-DNA non rilevabile in qualsiasi momento dell'IC e successivo rialzo durante il trattamento > ESCALATION > Cisplatino 100 mg/mq ogni 3 settimane per 3 cicli, radioterapia e capecitabina per 1 anno 

 

Il trattamento proseguirà fino a completamento, ma potrà essere interrotto in caso di eventuale progressione di malattia o eventuale tossicità inaccettabile o, come sempre accade in una sperimentazione, in caso di decisione dello sperimentatore e del paziente (questi, tuttavia, continuerà ad avere accesso alle cure mediche e non rinuncerà ad alcun diritto legale o beneficio che le/gli spetti). 

Il trattamento potrà indurre eventuali eventi avversi, più spesso noti, per i quali gli sperimentatori adotteranno strategie per ridurne l’intensità (es. con pause terapeutiche o con terapie sintomatiche) ed alleviarne le manifestazioni. 

Lo Staff coinvolto nello studio rimane a disposizione per informazioni più dettagliate (email: amo@istitutotumori.mi.it). 

Ultimo aggiornamento: 21/04/2026

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