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Casa del Fiore, completata la ristrutturazione: sul Lago Maggiore un luogo di accoglienza per i bambini in cura all'Istituto Nazionale dei Tumori e le loro famiglie

Casa del Fiore

Tipologia: News dall'Istituto

Dopo un anno di lavori, oltre 2 milioni di euro di investimento e il sostegno di decine di aziende, enti, fondazioni, associazioni e cittadini, la Casa del Fiore è diventata realtà. La Fondazione Bianca Garavaglia ETS ha presentato a Lesa, sul Lago Maggiore, il completamento del recupero e della riqualificazione dell'edificio che presto accoglierà gratuitamente bambini e ragazzi malati di tumore, in cura presso l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, insieme alle loro famiglie. La giornata è stata un'occasione per ringraziare quanti hanno contribuito a trasformare un immobile inutilizzato da anni in una casa capace di offrire accoglienza, sostegno e momenti di serenità a chi sta affrontando il difficile percorso della malattia. Ma è stata anche l'occasione per guardare al prossimo obiettivo: rendere la struttura pienamente operativa e pronta ad accogliere i primi ospiti. “Oggi celebriamo un passaggio fondamentale del nostro progetto”, dichiara Franca Garavaglia, Presidente della Fondazione Bianca Garavaglia. “Abbiamo restituito vita a un edificio che per anni era rimasto inutilizzato, trasformandolo in un luogo capace di accogliere e accompagnare le famiglie durante uno dei momenti più delicati della loro vita. Ma il nostro lavoro non è ancora terminato”. La Casa del Fiore è infatti completata dal punto di vista strutturale, ma necessita ancora di arredi, attrezzature, allestimenti e servizi che consentiranno di aprire le porte ai primi ospiti. “La generosità di tante persone ci ha permesso di arrivare fin qui”, prosegue la Presidente. “Ora chiediamo alla comunità di accompagnarci anche nellultimo tratto di questo percorso. Vogliamo che la Casa del Fiore possa diventare al più presto una risposta concreta ai bisogni delle famiglie che affrontano un tumore pediatrico”.

 

Un luogo dove ritrovare normalità e respiro 
Per i bambini e gli adolescenti che affrontano una malattia oncologica, il tempo delle cure spesso si accompagna a rinunce, isolamento e difficoltà nel vivere momenti di svago e condivisione che per i loro coetanei rappresentano la normalità. È da questa consapevolezza che nasce il progetto della Casa del Fiore: offrire alle famiglie un luogo vicino all'ospedale, facilmente raggiungibile, dove poter trascorrere periodi di pausa e serenità senza allontanarsi dal percorso terapeutico. “Non dobbiamo dimenticarci mai di come la vita di tutti noi sia scandita da ritmi che alternano attività intensa e pause”, sottolinea Maura Massimino, Direttrice della Pediatria Oncologica dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Per i nostri pazienti queste pause sono ancora più significative, perché rappresentano il ritorno alla normalità. Spesso però una vera vacanza non è facilmente programmabile a causa delle cure, degli esami e delle esigenze cliniche. Il desiderio della vacanza non si può spegnere e non si deve rimandare: per questo abbiamo immaginato un luogo vicino all'ospedale, immerso nella bellezza del Lago Maggiore, dove bambini e ragazzi possano vivere momenti preziosi insieme alle loro famiglie”. “La Casa del Fiore rappresenta un'opportunità preziosa per i bambini e i ragazzi seguiti dalla Pediatria dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e per le loro famiglie”, commenta Gustavo Galmozzi, Presidente Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Accanto alle cure, è fondamentale poter offrire luoghi di serenità, condivisione e normalità, capaci di contribuire al benessere complessivo della persona. Esprimo il mio apprezzamento alla Fondazione Bianca Garavaglia ETS per aver trasformato questa visione in una concreta realtà al servizio dei nostri giovani pazienti”.

 

Una casa pensata per le famiglie 
La struttura è stata progettata come una vera e propria "casa lontano da casa". Dispone di sei camere e ventidue posti letto, con ambienti pensati per garantire comfort, accoglienza e condivisione. Due camere sono dedicate alle persone con disabilità o alle famiglie con bambini molto piccoli. Il cuore della Casa del Fiore è l'ampia zona living, affiancata da una grande cucina con sala da pranzo comune, ideata per favorire la convivialità tra le famiglie. Una sala multifunzionale ospiterà attività ricreative, giochi e proiezioni cinematografiche, mentre al piano seminterrato troveranno spazio una palestra, una sala per discipline dolci e un'area benessere con vasca idromassaggio. All'esterno, il giardino con area giochi e spazio barbecue offrirà ulteriori occasioni di incontro e socializzazione. Completa la struttura un appartamento destinato al custode, che rappresenterà un punto di riferimento costante per gli ospiti.

 

Un progetto costruito insieme alla comunità 
L'importanza del progetto è stata sottolineata anche dall'Amministrazione comunale di Lesa, che ne ha accompagnato lo sviluppo fin dalle prime fasi. “Oggi è un momento che tutti attendevamo e rappresenta una tappa di avvicinamento fondamentale prima di poter accogliere i ragazzi insieme alle loro famiglie”, afferma Luca Bona, Sindaco di Lesa. “È un progetto nel quale lAmministrazione che ho lonore di guidare ha creduto fin dalla definizione delle linee di mandato e che, successivamente, a partire dalla prima riunione operativa del maggio 2022, ha saputo trasformare in atti concreti e in un percorso progettuale che oggi ci conduce a questa cerimonia. Un grande impegno è stato profuso anche dagli uffici comunali e dalla Segretaria comunale, ma ciò che ha fatto davvero la differenza è stato il coinvolgimento dellintera comunità che ha creduto in questo progetto, che lo ha sostenuto con entusiasmo e che spesso si è resa disponibile a farne parte attivamente. Questo spirito ci ha permesso di superare ostacoli, difficoltà e quei momenti complessi che inevitabilmente non sono mancati lungo il percorso. È stato un autentico lavoro di squadra. Un grazie sentito va alla Fondazione e alle moltissime aziende, persone e realtà che hanno contribuito a realizzare qualcosa di unico, di cui oggi possiamo essere profondamente orgogliosi”. La conclusione dei lavori rappresenta una tappa fondamentale, ma non il punto di arrivo. Nei prossimi mesi sarà necessario completare gli ambienti, dotare la struttura delle attrezzature necessarie e definire il modello organizzativo che consentirà alla Casa del Fiore di iniziare la propria attività. Quando aprirà le sue porte, la Casa del Fiore non sarà soltanto una struttura di accoglienza. Sarà uno spazio dove bambini, ragazzi e famiglie potranno ritrovare tempo insieme, relazioni, normalità e momenti di serenità durante il percorso di cura.

Ultimo aggiornamento: 02/07/2026

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