31 MAGGIO 2019 - WORLD NO TOBACCO DAY

31 MAGGIO 2019 - WORLD NO TOBACCO DAY

31 maggio 2019

Comunicato stampa

31 MAGGIO 2019 - WORLD NO TOBACCO DAY

La Giornata contro il fumo all' Istituto Nazionale dei Tumori: oltre 300 ragazzi per parlare di fumo da narghilè, spiagge "smoke free" e sport.
 

  • L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano aderisce alla Giornata Mondiale contro il fumo, un’occasione importante per informare e sensibilizzare i più giovani sulla pericolosità del fumo attivo e passivo
  • Non solo danni da nicotina. Nuove evidenze mostrano come le sostanze tossiche contenute nel narghilè sono paragonabili a quelle delle sigarette e il monossido di carbonio liberato è addirittura più alto rispetto alle sigarette tradizionali
  • Buone notizie per l’estate 2019: Bibione sarà la prima spiaggia ‘smoke free’ d’Italia, oltre 9 km di area balneare in cui saranno vietate le sigarette. Tra le altre località che hanno aderito all’iniziativa ci sono anche Marina di Massa, Stintino, Porto Cesareo e Rimini
     

Milano, 31 maggio 2019. Ogni anno il 31 maggio si celebra il “World No Tobacco Day”, l’appuntamento internazionale contro il tabagismo e un momento di riflessione importante che vuole aumentare la consapevolezza dell’impatto negativo del fumo, attivo e passivo, sulla salute di tutti. Quest’anno il tema scelto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è “Tabacco e salute dei polmoni” e per l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) è l’occasione per spiegare agli oltre 300 giovani radunati nell’Aula Levi dell’Università degli Studi di Milano, quali sono i danni da fumo di sigaretta e i pericoli che si nascondono nelle nuove mode come il narghilè.

Sono oltre 12,2 milioni gli italiani che fumano, il 23,3 percento della popolazione. Nel nostro Paese, l’11% dei tumori diagnosticati nel 2018 (373.00 casi) è rappresentato da neoplasie del polmone, patologie causate principalmente dal fumo e che colpiscono maggiormente gli uomini - con un’incidenza del 14% rispetto all’8% delle donne. Tuttavia, negli ultimi anni si è registrata una moderata diminuzione di nuove diagnosi nel sesso maschile, ma allo stesso tempo un aumento in quello femminile e causato proprio dalla dipendenza da sigaretta.

“L’Istituto Nazionale dei Tumori è da sempre in prima linea nella lotta contro il fumo” – afferma Marco Votta, Presidente Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Promuovere interventi per la salute e di informazione della cittadinanza sono tra i nostri principali obiettivi, a cominciare dalle generazioni più giovani. È importante che i ragazzi siano informati per poter prendere le decisioni migliori per la loro salute di oggi e di domani. Come INT promuoviamo iniziative per sensibilizzare sulle buone pratiche di prevenzione ed è fondamentale coinvolgere da subito i giovani, affinché possano farle proprie e aiutarci a diffonderle”.

Da qualche anno si sta affermando tra i ragazzi la moda del narghilè, la pipa ad acqua tipica dei paesi arabi che, al contrario di quanto si creda, non è meno dannosa del fumo di sigaretta. Le sostanze tossiche contenute nel narghilè, infatti, sono paragonabili a quelle delle sigarette e il monossido di carbonio liberato è addirittura più alto rispetto alle sigarette tradizionali a causa del carbone presente. Gli effetti sulla salute polmonare e cardiovascolare sono dunque gli stessi del fumo tradizionale.
Fumare fa male a sé stessi e agli altri, causa numerose malattie anche invalidanti e rende più pericolose e meno curabili le altre malattie.

“Il fumo fa male e non causa solo il tumore del polmone, ma anche altri tipi di tumore come ad esempio quello del cavo orale e della gola, del pancreas, del colon, della vescica, del rene, dell'esofago, del seno. È anche uno dei responsabili dell’infarto cardiaco e delle insufficienze respiratorie” - commenta Giovanni Apolone, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori. “Questo perché fumando si inalano circa 4000 sostanze chimiche differenti, capaci di indurre mutazioni, effetti infiammatori, attività immunodepressive che, nell’insieme e nel tempo, originano numerose malattie”.

Una recente indagine condotta dall’INT e guidata da Roberto Boffi, Responsabile Pneumologia e coordinatore della Tobacco Control Unit dell’Istituto ha misurato le polveri fini e ultrafini, in tempo reale, in una via del centro di Milano con molti tavolini all'aperto, dove i clienti di bar e ristoranti etnici fumano i narghilè.
“Lo scopo è stato quello di valutare l'esposizione dei non fumatori alle emissioni dei narghilè, confrontandola con quella del background urbano e del fumo di tabacco, misurata all’esterno di un bar dove c’erano soltanto fumatori di sigarette tradizionali” - spiega Cinzia De Marco, ricercatrice della Tobacco Control Unit dell’Istituto Nazionale dei Tumori. “I risultati preliminari mostrano che le concentrazioni di PM2,5 e Black Carbon, seppur all’aperto, sono risultate molto elevate, addirittura da 2 a 3 volte superiori a quelle raggiunte stando vicini a un fumatore di sigarette, e dunque a livelli assolutamente nocivi per la salute”.
Le misurazioni effettuate dai ricercatori INT confermano quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Circulation in cui veniva dimostrato anche che la quantità di monossido di carbonio liberato dal narghilè è superiore a quello contenuto nelle sigarette classiche.
“Le evidenze dello studio pilota ci spingono ad approfondire la ricerca” – aggiunge De Marco - “ripetendo le misure e introducendo parametri nuovi che possano completare la valutazione dell’impatto dell’uso del narghilè sulla salute degli utilizzatori e di chi sta loro intorno, con particolare attenzione ai giovani consumatori”.
“I ragazzi italiani che fumano sono tanti, troppi” – conclude Roberto Boffi – “il 47% dei ragazzi fra i 14 e i 17 anni fuma o ha fumato. La metà di loro ha iniziato prima dei 14 anni e il 4,5% ha cominciato addirittura alle scuole elementari. Quattro su cento fumano sigarette elettroniche o altri prodotti del tabacco, un giovane fumatore su tre usa tabacco trinciato”.

Negli ultimi anni, oscilla tra il 62-64% il numero di persone che non vuole rinunciare al fumo. Presso l’Istituto Nazionale dei Tumori sono in corso molte attività e numerosi ricercatori sono impegnati in studi per trovare e migliorare gli strumenti a disposizione nella lotta contro il fumo. Molto però dipende dalla singola persona, dalla forza di smettere e dalla volontà di non ricominciare.

Bibione spiaggia senza fumo

Respirare meglio e godere dell’aria del mare, eliminando definitivamente il fumo di sigaretta. Una possibilità che si trasforma finalmente in realtà sulla spiaggia di Bibione: dopo qualche anno di riflessioni e verifiche, oggi l’area balneare lunga 9 chilometri diventa ‘smoke free’ e fa da apripista a molte altre spiagge che vogliono seguire questo percorso a favore della salute di tutti.

“Abbiamo diffuso un questionario per capire cosa ne pensavano i turisti di una spiaggia a fumo limitato, e volevamo far comprendere che non era un divieto, ma un’opportunità” – spiega Pasqualino Codognotto, sindaco di San Michele al Tagliamento. “L’iniziativa è stata accolta così bene che, al secondo questionario, il 90% dei partecipanti ha dichiarato di voler ampliare l’area. E così quest’anno ci saranno oltre 9 km di spiaggia “no smoking”. La spiaggia di Bibione ha fatto da apripista a un numero sempre più ampio di aree balneari in Italia e all’estero che stanno imboccando questa strada, e l’Organizzazione mondiale della Sanità ha promosso e condiviso l’iniziativa”.

Nel 2019 tra le località che hanno aderito all’iniziativa ci sono anche Marina di Massa, Stintino, Porto Cesareo e Rimini.


La parola ai ragazzi

Non solo informazione verso i giovani, ma anche coinvolgimento e partecipazione diretta. La Giornata dà anche l’opportunità per riflettere insieme alle nuove generazioni sugli stili di vita contemporanei e sull’influenza dei social network, ormai parte della vita quotidiana, anche se spesso se ne sottovaluta l’impatto su scelte e comportamenti.
In particolare, circa 30 Istituti Superiori in Sicilia in collaborazione con Salute Donna Onlus, presenteranno i progetti e le loro riflessioni sugli stili di vita, con un focus particolare sul tabagismo e sul modo in cui i social, televisioni e cinema parlano di fumo e presentano chi fuma.


Vicini ai giovani e con i giovani

Numerosi i personaggi dello spettacolo e dello sport che partecipano al World No Tobacco Day dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e che, con la loro testimonianza, vogliono affermare quanto siano inutili e dannose le sigarette e il fumo in ogni sua forma. Come Mike Maric, campione mondiale di apnea, ricercatore e scrittore, Riccardo Ferri, ex calciatore della Nazionale e ora dirigente sportivo, Alessio Sala, ex-paziente dell’Istituto Nazionale dei Tumori e adesso atleta di handbike. La conduzione della giornata è affidata ad Andrea Agresti de Le Iene e Nicoletta Carbone, giornalista di Radio24.

A chiudere l’appuntamento, l’assegnazione del premio “Segnali (senza) Fumo 2019”, un contest di comunicazione visiva voluto dall’Associazione Lorenzo Perrone Onlus, in collaborazione con il Liceo Artistico Caravaggio di Milano e la Tobacco Control Unit dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
“Segnali (senza fumo) nato nel 2017 rappresenta un ulteriore modo per avvicinare i giovani e usare i loro strumenti per far passare i giusti messaggi” – sottolinea Riccardo Perrone, fondatore e Vice-Presidente dell’Associazione Lorenzo Perrone Onlus. “Il contest è stato interpretato come un lavoro di gruppo da portare avanti in sinergia. Questa collaborazione attiva da parte della scuola ha fatto sì che i risultati siano stati molti, sia in termini di qualità delle opere, sia di partecipazione”.

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Ultimo aggiornamento: 12/07/2019