Struttura Complessa di Chirurgia Generale Indirizzo Oncologico 2 (Colon-retto)

Descrizione:

La Struttura Complessa (S.C.) di Chirurgia Colon-Retto si occupa di tutti gli aspetti  della cura e della ricerca riguardanti i pazienti affetti da tumori del colon-retto. L’organico medico si compone di un direttore, nove medici strutturati ed un contrattista, tutti con notevole esperienza clinica e scientifica di settore; inoltre, specializzandi di chirurgia generale dell’Università di Milano vengono assegnati semestralmente/annualmente a questa S.C. L’organico infermieristico e di supporto si compone di un coordinatore, quattordici infermieri e cinque operatori sanitari, che garantiscono l’assistenza dei pazienti 24 h/die, dedicandosi alla loro preparazione, assistenza clinica, monitoraggio, cura, igiene e riabilitazione post-operatoria. Completa lo staff una segretaria organizzativa. Il reparto di degenza è certificato secondo gli standard ISO 9001 e si compone di dodici stanze, ognuna con due letti ed un bagno.Ogni anno vengono ricoverati oltre 400 pazienti ed eseguiti circa 400 interventi chirurgici nell’ambito della patologia neoplastica colo-rettale.  
 
All’interno della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano questa struttura è un centro di riferimento nazionale ed internazionale per il trattamento chirurgico dei tumori intestinali primitivi e recidivi del colon-retto. 
La missione divisionale è volta a coniugare la migliore offerta curativa in termini di guarigioni definitive  e qualità della vita pre-, intra- e post-operatoria, realizzando con protocolli multidisciplinari una quotidiana collaborazione clinica e scientifica con oncologi medici, radioterapisti, radiologi, endoscopisti e patologi dell’Istituto. Recentemente, questa struttura ha completamente ridisegnato il Percorso Diagnostico Terapeutico (PDT) dei tumori del colon-retto in Istituto, al fine di ottimizzare la qualità delle prestazioni ed i tempi di attesa per appuntamenti diagnostici, ambulatorio multidisciplinare e ricovero. Il centro è specializzato nell’esecuzione di interventi chirurgici con tecniche mini-invasive: attualmente il 75% delle procedure eseguite è condotto con tecnica  laparoscopica, limitando l’impatto dell’atto chirurgico sul paziente e favorendone il  più rapido recupero post-operatorio. In alcuni casi di tumore rettale, accuratamente selezionati, dopo risposta maggiore alla radiochemioterapia neoadiuvante è possibile un intervento chirurgico ancor meno invasivo, cioè l’escissione locale del tumore del retto per via trans-anale, mediante tecniche mini-invasive (TAMIS o TEM).

Il carcinoma del retto può essere curato con la massima efficacia solo con un trattamento multidisciplinare. Per tale ragione, questa struttura ha attivato il “Progetto Globale Retto”, che offre al paziente i numerosi benefit della cura e della ricerca clinica in Istituto, per ottenere le più elevate percentuali di guarigione definitiva e la migliore qualità della vita. In particolare:

 

  • Una discussione settimanale di tutti i nuovi casi al Tumor Board Colon-Retto  dell’Istituto: questo gruppo multidisciplinare riunisce chirurghi, radioterapisti, oncologi medici, radiologi, patologi ed endoscopisti, tutti specificamente dedicati al trattamento di questa patologia. L’obiettivo è quello di “disegnare”  un percorso di cura personalizzato per ogni paziente, sulla base delle evidenze scientifiche e delle linee guida nazionali (AIOM) ed internazionali (ESMO  e NCCN). 
  • La decisione del Tumor Board viene comunicata al paziente nel corso di una visita ambulatoriale multidisciplinare, condotta alla presenza del chirurgo, dell’oncologo e del radioterapista. Molto spesso, prima di procedere alla chirurgia sul retto, è indicato effettuare la radiochemioterapia neoadiuvante, al fine di aumentare le chances di guarigione, ridurre l’estensione della malattia e rendere l’intervento chirurgico ancor meno invasivo e demolitivo.
  • La ricerca clinica attiva in questa S.C. mette a disposizione del paziente alcuni modernissimi mezzi tecnici atti a predire l’entità della risposta tumorale alla radiochemioterapia neoadiuvante. In particolare, è ora in sperimentazione un approccio innovativo che combina tecniche di intelligenza artificiale applicate alle immagini di risonanza magnetica nucleare (“Radiomica”) con le  caratteristiche biologiche del tumore.
  • La chirurgia ultraconservativa si avvale anche della tecnica intraoperatoria del verde indocianina, in grado di fornire una “mappa” del coinvolgimento linfonodale perirettale ed una stadiazione tumorale potenzialmente più accurata. Questo progetto di ricerca clinica coinvolge, per le rispettive patologie, varie equipes chirurgiche dell’Istituto.    
  • Prima e dopo i trattamenti di radiochemioterapia e chirurgia, ogni paziente viene studiato con manometria anorettale, al fine di valutarne la funzione sfinteriale, con particolare riferimento a quei casi affetti da carcinoma del terzo inferiore di retto, candidabili a chirurgia conservatrice dello sfintere senza stomia definitiva.
  • I pazienti con tumore del retto e metastasi epatiche usufruiscono di un approccio “multitasking” in collaborazione interna con la Chirurgia Epato-Gastro-Pancreatica diretta dal Prof. Mazzaferro, al fine di definire la priorità dei differenti trattamenti e procedere, quando possibile, ad intervento chirurgico simultaneo su retto e fegato, soprattutto in laparoscopia.
  • Ogni paziente, al termine del suo percorso di cura in Istituto, viene inserito nel programma di follow-up ambulatoriale, per monitorare il decorso della malattia negli anni e diagnosticarne tempestivamente l’eventuale ricaduta. E’ anche posta particolare attenzione ai pazienti portatori di stomia. 
  • Le unità di ricerca sperimentale dell’Istituto stanno studiando se il nostro sistema immunitario può predire o influenzare la risposta alla radiochemioterapia neoadiuvante, attraverso la capacità più o meno sviluppata dal sistema stesso di riconoscere i tumori colo-rettali.
  • Per i pazienti affetti da recidiva pelvica, la struttura ha una expertise riconosciuta a livello internazionale, anche in virtù di una propria classificazione che differenzia i sottotipi della malattia ed il loro trattamento. Quest’ultimo può combinare una re-irradiazione pelvica, la chemioterapia e una chirurgia particolarmente estensiva e demolitiva nel corso dello stesso intervento, in collaborazione interna con i chirurghi urologi, ginecologi, plastici o dell’unità sarcomi.
  • il trattamento multidisciplinare dei tumori dell’ano (spinocellulari, melanomi, ecc.), è sempre proteso alla possibile conservazione chirurgica dello sfintere anale.

Anche nell’ambito dei tumori del colon in questa struttura si eseguono sempre, laddove possibile, trattamenti chirurgici con tecnica laparoscopica, al fine di ottimizzare la qualità della vita post-operatoria, con gli obiettivi di una precoce riattivazione motoria, nutrizionale, intestinale e di un tempo più ridotto della degenza ospedaliera.  La S.C. di Chirurgia Colon-Retto comprende anche due Strutture Semplici, “Tumori Peritoneali” e “Tumori Ereditari dell’Apparato Digerente”, la cui attività clinica e  di ricerca è descritta nelle sezioni dedicate.
 

Responsabile:

Maurizio Cosimelli

Struttura Complessa di Chirurgia Generale Indirizzo Oncologico 2 (Colon-retto)

Orario ambulatori:
Lunedì/Giovedì mattina: medicazioni
Martedì pomeriggio: visite di controllo dei pazienti operati
Mercoledì mattina: visite di controllo dei pazienti operati
Venerdì mattina: prime visite e consulenze specifiche
 

Per una visita:
Centro Unico di Prenotazione: 02 2390 1
 

Particolare attenzione viene data nel garantire l'esecuzione di una prima visita entro una settimanadalla data di richiesta.

  • Tumori benigni e maligni del colon
  • Tumori benigni e maligni del retto
  • Carcinomi del retto radiochemiotrattati
  • Recidive del carcinoma rettale
  • Tumori benigni e maligni dell’ano