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Pochi fondi, tanti risultati: i nostri ricercatori "supereroi"

Venerdì 12 gennaio, il Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Giovanni Apolone è intervenuto a «Radio Anch’io» su Radio Rai 1 per parlare di finanziamento della ricerca e dei risultati fin qui ottenuti in termini di efficaci terapie farmacologiche e nuovi trattamenti per i pazienti.

“I ricercatori italiani, con le scarse risorse a disposizione pubbliche, fanno dei miracoli” ha detto in trasmissione Apolone, ricordando che spendiamo poco più dell’1% del PIL per la ricerca e circa il 7% per il Sistema Sanitario Nazionale, eppure “le agenzie internazionali riconoscono che siamo tra i primi al mondo in termini di quantità, qualità e impatto di pubblicazioni scientifiche. A fronte di un aumento dei casi di tumore, diminuisce il numero assoluto e relativo dei pazienti che muoiono”.

Un paziente dell’Istituto, dopo aver ascoltato la trasmissione, ha deciso di inviare una lettera ai medici che lo hanno in cura intitolata “Superheroes”. Abbiamo deciso, con il suo consenso, di condividere con tutti il messaggio per la sua forza e incisività.

 

"Buongiorno Dottori, vi scrivo due righe (informali) per segnalarvi che ieri, a Radioanch'io si è parlato di voi. Apolone, assieme ad altri ha ricordato al pubblico i risultati clamorosi -- credo sia la parola più adatta -- che siete in grado di ottenere nonostante i pochissimi soldi abbiate a disposizione. Le parole sono poche, ma interessanti e commoventi. E voi, voi siete i miei supereroi. Quindi vi abbraccio tanto forte e tutti. 

Quando entro in alcuni dei vostri studi e adocchio poster con su scritto "sono un medico a scadenza", rischio un'ischemia cerebrale per rabbia e frustrazione. Gente come voi non dovrebbe pensare ad assunzioni, contratti, ecc., proprio perché quello che fate lo fate, dati alla mano, in modo eccellente, da rasentare il meraviglioso.

Siete voi il nostro petrolio. Gli emirati hanno i pozzi di petrolio, noi italiani abbiamo voi. E in questi mesi spesso mi sono sentito fiero di essere cresciuto in queste Paese, fiero di essere italiano (e ovviamente europeo).

Ed è un peccato, un autogol, un disastro, il fatto che in un modo o nell'altro non facciate sapere al Paese che roba enorme giorno dopo giorno combinate. Mi sono dovuto ammalare di tumore per conoscervi, come percorso, capirete, è un po' scomodo. Gli stupidi, di cui questo Paese è pieno, che si lamentano di pagare le tasse è giusto che vengano a sapere della vostra esistenza e dei vostri risultati. Fatevi intervistare, uscite fuori e parlate e informate, è importantissimo ragazzi.

Buon lavoro

F.B.

Oh, detto tutto questo, vorrei lo stesso che mi salvaste la pelle."

 

Il link alla trasmissione, cui sono intervenuti, tra gli altri, anche Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità, e Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria, è disponibile qui: http://www.radio.rai.it/podcast/A300013816.mp3

 

 




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