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Quando l’arte e la scienza si incontrano, al via la collaborazione tra INT e l'Accademia di belle Arti di Brera

COMUNICATO STAMPA

Al via il programma di collaborazione scientifica e culturale tra Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Accademia di belle Arti di Brera, con il supporto dell’Associazione Onlus PROMETEO  (PROgetto Malattie Epatiche Trapianti Ed Oncologia)

Milano, 3 ottobre 2017.  L’iniziativa è unica nel suo genere. Per la prima volta, viene messo concretamente in atto uno scambio di esperienze accumulate da giovani coetanei appartenenti ai diversi ambiti di ricerca, scientifica e artistica. «L’arte non può che giovare alla scienza e alla persona malata, ma anche viceversa. L’iniziativa adottata, in questi termini, è una partita a tre: artisti, scienziati e pazienti si mettono in gioco. – interviene Enzo Lucchini, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – L’intento è quello di avvicinare mondi che apparentemente sembrano estranei e che conviene si interessino l’un l’altro. L’obiettivo è quello di stimolare innovativamente creatività ed energie vitali da parte di tutti e tre i players, attraverso un’osmosi del sapere e del sentire. In più, numerosi studi clinici condotti a livello internazionale dimostrano che l’aura negativa e oppressiva connotante il concetto di patologia tumorale e lo stato di malato di tumore non è funzionale al miglior approccio alla malattia oncologica e comprime la realtà che il paziente deve affrontare. Vorremmo quindi, proprio a partire dall’INT di Milano, culla della ricerca della cura, che l’iniziativa possa dare il via ad una trasformazione positiva di questo modo di pensare, attraverso la consapevolezza indotta che la malattia, il dolore, la morte come la medicina, l’arte e il benessere fanno parte della vita».

«È una partnership tra due importanti emblemi della città di Milano che hanno contribuito a costruirne la storia. – afferma Luigi Cajazzo, Direttore Generale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – Da simili presupposti poteva solo scaturire un programma così prestigioso che sottolinea ancora una volta l’importanza rivestita dall’arte nella medicina, come elemento di supporto della malattia».

Nella pratica, il tavolo di lavoro è composto da cinque-sei specializzandi provenienti dall’Accademia di Brera e altrettanti giovani medici dell’INT afferenti all’area della ricerca e della clinica. Nel caso specifico del team proveniente dall’Accademia, la metà frequenta un corso di fotografia d’arte e l’altra metà uno di pittura. In questi giorni è in corso la selezione: i giovani artisti devono avere come caratteristiche principali la sensibilità e la capacità espressiva e devono essere psicologicamente pronti ad affrontare la vita ospedaliera. «L’obiettivo è di ottenere una contaminazione virtuosa tra giovani in formazione in ambiti tanto diversi, quanto simili in termini di sensibilità e attenzione al vissuto altrui. – afferma Vincenzo Mazzaferro, Direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Responsabile Scientifico del progetto - Auspichiamo che la sensibilità artistica a contatto con quella scientifica generi forme di espressione e di impegno nuove che rendano i nostri pazienti protagonisti della scena e strumento di trasfigurazione della realtà. La malattia è, infatti, proprio questo: una condizione in grado di cambiarci la vita, ma anche un evento in grado di accendere energie nascoste, impegno disinteressato e urgenza di perseguire con ogni mezzo la ricerca di soluzioni. Tra chi esplora con l’arte l’anima di chi soffre e chi si prodiga per cercare strade nuove di cura speriamo sorga un’ alleanza nuova che non potrà che far bene anche a chi, come il sottoscritto, ha il compito di coordinare il delicato passaggio dalle aspettative alla consapevolezza».

Tra novembre 2017 e febbraio 2018 avranno luogo quattro incontri tra medici e giovani artisti e riguarderanno i diversi aspetti dell’attività di ricerca e di clinica. Si svolgeranno all’INT e coinvolgeranno i pazienti del Reparto di Chirurgia dell’Apparato Digerente e Trapianto di Fegato. «Quest’attività produrrà immagini, sensazioni, scambi sui saperi scientifici e artistici e porterà alla produzione di una pubblicazione. – chiarisce Stefano Pizzi, Titolare di Cattedra di Pittura presso Accademia di Belle Arti di Brera e Responsabile Artistico del progetto – Sarà corredata dalle immagini pittoriche e fotografiche elaborate dai nostri specializzandi e verrà resa disponibile per il pubblico. Quello che desideriamo con questo progetto è di avvicinare i cittadini alla problematica dei tumori con un approccio che non sia catalizzato dalla paura, come invece accade ora ancora troppo di frequente per chi varca la soglia dell’ospedale».

Le Opere realizzate verranno esposte all’interno dell’INT. «Siamo soddisfatti di avere contribuito a concretizzare questa iniziativa. – aggiunge Giuliano Sottoriva, Presidente di PROMETEO ONLUS – Per la nostra Associazione prendersi cura dei pazienti e dei familiari significa anche avvicinare il malato e chi lo assiste all’arte in termini di aiuto psicologico.  È un’ulteriore aspetto del nostro impegno, che si integra con ciò che facciamo da sempre: le attività di sensibilizzazione per promuovere l’umanizzazione della cura e una cultura dell’accoglienza del malato e della sua famiglia, il supporto alla ricerca clinica relativa alle malattie epatiche e a chi ha subito un trapianto di fegato».

Aprire le porte dell’ospedale all’arte e, quindi, a chi vuole guardare verso il futuro, significa dare promesse positive a chi invece ha una malattia e, di conseguenza, vive il quotidiano senza pensare al domani.  Per questo, l'avvicinamento del malato all'arte è da sempre tra gli obiettivi dell’INT. È già una realtà, per esempio, all’interno dell’Hospice, dove sono esposte opere d’arte donate da artisti, e nell’ambito della Chirurgia Toracica. «Il progetto di arte in reparto consiste in lavori di artisti che raccontano e interpretano l'esperienza della malattia in maniera libera, con l’obiettivo di stabilire un dialogo tra chi la sta vivendo e chi, invece, ha già attraversato questo percorso. – dice Ugo Pastorino, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – È una comunicazione che viaggia attraverso l’emotività e l'empatia e che viene vissuta in modo positivo: nella nostra esperienza, in questi anni, pochissimi si sono sentiti disturbati: meno di un paziente su mille».

Per maggiori informazioni:

• Comunicato stampa INT (PDF)




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