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Importante riconoscimento per gli studi sul tumore al seno

Il lavoro, pubblicato su Cellular Oncology, è tra i più importanti del 2016 per “Change the World, One Article at a Time”. Tra gli autori anche Anna Villarini e Franco Berrino dell’INT

Milano, 3 luglio 2017. Figurano anche due ricercatori dell’Istituto dei Tumori, Anna Villarini e Franco Berrino, tra gli autori di un recente studio ("Human IGF1 pro-forms induce breast cancer cell proliferation via the IGF1 receptor") appena selezionato tra gli articoli a maggior impatto del 2016 nell’ambito di "Change the World, One Article at a Time", iniziativa di Spinger Nature, il più grande editore di libri accademici del mondo e pubblica le più importanti riviste scientifiche. Ogni anno gli editor delle varie testate pubblicate dall’editore sono invitati a segnalare quegli studi che, secondo loro, «possono avere il maggior impatto sui più pressanti problemi della società». Il lavoro segnalato è stato pubblicato sulla rivista Cellular Oncology (Cell Oncol 2016,39:149-159) ed è il frutto di una collaborazione tra il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e il Dipartimento di Scienze Biomolecolari di Urbino (Mauro De Santi, Giosuè Annibalini, Elena Barbieri, Luciana Vallorani, Serena Contarelli, Vilberto Stocchi e Giorgio Brandi).

Cosa hanno fatto? Lo studio riguarda un ormone per certi versi ancora misterioso e molto studiato per il suo ruolo di promozione del tessuto muscolare ma anche delle malattie neoplastiche. Si tratta del fattore di crescita insulino-simile di tipo 1 (IGF-1), mediatore dell’ormone della crescita, prodotto principalmente a livello epatico e nei muscoli, coinvolto nei processi di sintesi delle biomolecole e regolatore chiave della proliferazione cellulare.

Cosa hanno trovato? I ricercatori italiani si sono concentrati sulle tre isoforme IGF-Ea, IGF-Eb e IGF-Ec, costituite da tre diversi peptidi (Ea, Eb, Ec) legate a IGF-1 e hanno visto che queste tre molecole (in particolare la IGF-Ea) sono biologicamente attive sulle cellule tumorali, promuovendone la crescita, attraverso l’attivazione del recettore IGF-1-R in modo indipendente dalla forma matura di IGF-1 circolante nel sangue.

Le motivazioni dell’editore. I risultati hanno confermato il ruolo nella prevenzione e nel trattamento del tumore al seno delle tre isoforme, come recita la motivazione di Spinger Nature: «Questo articolo rivela l'importanza della valutazione delle  isoforme di IGF-1 per selezionare il percorso terapeutico di un paziente, in quanto esse promuovono la progressione del cancro al seno in modo indipendente da IGF-1 maturo. Lo studio evidenzia la plasticità delle cellule tumorali e la necessità di un diverso approccio a lungo termine nella lotta contro questa malattia».

E ora? I ricercatori sono già al lavoro per creare una metodica adeguata per identificare e dosare IGF-1 e le sue isoforme nel sangue e anche per analizzare il ruolo nelle recidive di queste molecole, probabili fattori prognostici. Lo studio premiato è stato finanziato dal Ministero della Salute per la Ricerca Finalizzata 2009; gli autori si augurano ora di poter ottenere i finanziamenti necessari alla prosecuzione della ricerca.


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