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INT, la ricerca che verrà: un viaggio virtuale alla scoperta della ricerca

Durante la Giornata della Ricerca 2017, nell’atrio dell’Istituto Nazionale dei Tumori, i ricercatori e i medici dell’INT hanno accompagnato i presenti in un viaggio virtuale alla scoperta della ricerca attraverso sei tappe (prevenzione, ricerca preclinica, nuovi farmaci e nuove terapie, cure palliative e supporto al paziente, progetti del 2016 finanziati col 5x1000) per capire cosa vuol dire essere ricercatore.

Riproponiamo in questa sezione ogni settimana due poster esposti proprio in quell’occasione.

La ricerca che verrà: nuovi farmaci e nuove terapie

  • Efficacia dei PARP-Inibitori come terapia di mantenimento nelle pazienti affette da recidiva platino sensibile di carcinoma ovarico con o senza mutazione dei geni BRCA 1 e 2.
    Responsabile scientifico: Dr.ssa Domenica Lorusso (Ginecologia oncologica)

    I Parp Inibitori rappresentano una nuova categoria di farmaci a "bersaglio molecolare" molto efficaci nelle pazienti affette da carcinoma dell'ovaio avanzato, soprattutto se portatrici di mutazioni del BRCA. Infatti assunti come terapia di mantenimento, al termine di trattamenti chemioterapici a base di platino, permettono di aumentare il tempo in cui le pazienti sono libere da progressione di malattia

    Partecipano a questo progetto:
    Giuseppa Maltese, Stefano Lepori, Caterina Fontanella, Elisa Tripodi, Giorgo Bogani, Valentina Chiappa, Cono Scaffa, Mauro Signorelli, Umberto Leone, Antonino Ditto, Fabio Martinelli, Dario Recalcati, Francesco Raspagliesi.

    Visualizza Poster (PDF)
     
  • Quando la ricerca vince: dalla chemioterapia alla terapia a bersaglio molecolare.
    Responsabile scientifico: Dr.ssa Marina Chiara Garassino (Oncologia Medica Toraco-Polmonare)

    Il poster fa riferimento al tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di EGFR. Uno studio, pubblicato nel Dicembre 2016 sul New England Journal Of Medicine, dimostra che, nei pazienti che hanno sviluppato la mutazione di resistenza T790M, Osimertinib, un inibitore orale di EGFR di terza generazione, è più efficace e meglio tollerato della chemioterapia.

    Partecipano a questo progetto:
    Nicoletta Zilembo, Milena Vitali, Diego Signorelli, Giuseppe Lo Russo, Claudia Proto, Martina Imbimbo, Giulia Corrao, Monica Ganzinelli, Rosaria Gallucci, Angela Brissa, Anna Leone, Miriam Fink.

    Visualizza Poster (PDF)
     
  • Il sarcoma epitelioide e gli inibitori di EZH2.
    Responsabile scientifico: Dr.ssa Silvia Stacchiotti (Oncologia Medica 2 )

    Questo poster è dedicato ai pazienti affetti da un sarcoma dei tessuti molli molto raro, chiamato sarcoma epitelioide. In esso sono brevemente descritti gli aspetti più importanti relativi alla storia naturale di questa malattia, alla sua cura, ai numerosi progetti in corso volti a cercare di comprenderne meglio l’epidemiologia, la biologia, la sensibilità ai farmaci noti e l’identificazione di nuovi possibili trattamenti. In particolare viene descritto un nuovo farmaco molecolare, il Tazemetostat, che sta dando risultati molto promettenti nel sarcoma epitelioide, grazie alla sua capacità di inibire una proteina (EZH2) che è tra quelle responsabili della crescita di questo tumore. L’attività del Tazemetostat è attualmente in corso di valutazione in uno studio clinico disponibile in Istituto per Pazienti portatori di sarcoma epitelioide con malattia avanzata.


    Partecipano a questo progetto:
    Oncologia Medica 2 - Tumori Mesenchimali dell’Adulto e Tumori Rari; Chirurgia dei Sarcomi; Anatomia Patologica 2, Farmacologia Molecolare; Immunoterapia Tumorale; Genomica Tumorale; Epidemiologia; Statistica Medica; in collaborazione con: Associazione Pazienti con diagnosi di Sarcoma Epitelioide E Orchestra per la vita.

    Visualizza il Poster (PDF)
     
  • Studio pediatrico di fase I di Ceritinib (LDK378), in pazienti pediatrici con tumori caratterizzati da alterazioni genetiche della chinasi del linfoma anaplastico (ALK).
    Responsabile scientifico: Dr.ssa Michela Casanova (Pediatria Oncologica)

    I tumori pediatrici sono molto diversi da quelli che vengono diagnosticati nell'adulto, tuttavia nell'era delle target therapy (terapie mirate), può accadere che una specifica alterazione molecolare bersaglio di un "farmaco intelligente", possa essere comune a neoplasie apparentemente molto differenti. In questo studio ceritinib, un farmaco usato nei pazienti con tumore del polmone, è stato utilizzato per la prima volta in pazienti pediatrici con diverse varietà di tumore. L'elemento comune è una alterazione del gene ALK, descritto per la prima volta nei pazienti con linfoma anaplastico a grandi cellule sia degli adulti che dei bambini.

    Lo studio ha permesso di definire quale sia la dose adeguata per i pazienti minori di 18 anni, ma il dato più rilevante è che ha permesso di ottenere ottime riduzioni tumorali non solo nella varietà di linfomi in cui questa alterazione era stata descritta, ma anche in un particolare tipo di sarcoma (il tumore miofibroblastico infiammatorio) e in alcuni casi di neuroblastoma con determinate mutazioni coinvolgenti ALK.

    Partecipano a questo progetto:
    Elena Barzanò, Luca Bergamaschi, Nadia Puma, Stefano Chiaravalli, Patrizia Gasparini, Andrea Ferrari (Pediatria Oncologica).

    Visualizza il Poster (PDF)
     

I Progetti finanziati grazie ai contribuenti che hanno scelto di assegnare il 5X1000 all’Istituto Nazionale dei Tumori

La prevenzione

La ricerca preclinica: studio dei meccanismi alla base dei tumori per lo sviluppo e la valutazione in laboratorio di nuove strategie di cura e diagnosi

 




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