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Pillole dalla Ricerca 2016: La Radioterapia per il tumore della mammella: meno sedute, stessa efficacia

Vi proponiamo in questa sezione una selezione di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali dai nostri ricercatori nel 2016.


Le novità della Radioterapia per il tumore della mammella all’Istituto Nazionale dei Tumori: meno sedute, stessa efficacia
(una sintesi dell’ articolo “Factors influencing acute and late toxicity in the era of adjuvant hypofractionated breast radiotherapy” pubblicato su Breast di ottobre 2016*)

Il beneficio della radioterapia nelle pazienti con tumore mammario in stadio iniziale sottoposte a chirurgia conservativa è stato dimostrato in diversi studi. Recentemente regimi di trattamento ipofrazionati (meno sedute ma con una dose giornaliera più alta) si sono dimostrati equivalenti a regimi convenzionali in sei settimane in termini di controllo locale, sopravvivenza e tossicità. L’ipofrazionamento, oltre a facilitare l’accettazione e l’adesione dei pazienti al trattamento radiante, permette un risparmio dei costi sia per il paziente che per il sistema sanitario nazionale. La Società Americana di Radioterapia Oncologica (ASTRO) consiglia l’utilizzo dell’ipofrazionamento nelle pazienti >50 anni con tumori < 5 cm e non sottoposte a chemioterapia. Lo scopo del nostro studio, condotto presso la Struttura Complessa di Radioterapia Oncologica 1 dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, è stato quello di valutare quali fattori potessero impattare sulla tossicità acuta e tardiva di 537 candidate ad un regime di ipofrazionamento da Aprile 2009 a Dicembre 2015 e se questa schedula di trattamento potesse anche essere utilizzata nelle pazienti sottoposte a chemioterapia con farmaci di ultima generazione come le antracicline e i taxani. I risultati ottenuti confermano che l’ipofrazionamento è fattibile e sicuro per il basso profilo di tossicità, anche nelle pazienti sottoposte a chemioterapia. Solo nelle pazienti che hanno ricevuto un necessario sovradosaggio sul letto tumorale si è osservato un modesto aumento della tossicità acuta e tardiva. Questi dati rappresentano la base di un nuovo studio in corso dove potrà essere indagato quali pazienti effettivamente necessitano di un sovradosaggio sul letto tumorale, sempre nella maggiore attenzione nella personalizzazione della terapia.

(sintesi curata dalla Dott.ssa Maria Carmen De Santis)

 

Per maggiori informazioni:

* De Santis MC, Bonfantini F, Di Salvo F, Dispinzieri M, Mantero E, Soncini F, Baili P, Sant M, Bianchi G, Maggi C, Di Cosimo S, Agresti R, Pignoli E, Valdagni R, Lozza L. Factors influencing acute and late toxicity in the era of adjuvant hypofractionated breast radiotherapy. Breast. 2016 Oct;29:90-5.



Il Programma Prostata dell’Istituto Tumori di Milano alla guida di una task force interdisciplinare internazionale per la Qualità di Vita nei pazienti in Sorveglianza Attiva
(una sintesi dell’ articolo “Setting an Agenda for Assessment of Health-related Quality of Life Among Men with Prostate Cancer on Active Surveillance: A Consensus Paper from a European School of Oncology Task Force” pubblicato sull’European Urology di febbraio 2017*)

 Dal Programma Prostata della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano nasce il progetto di una task force internazionale multidisciplinare per identificare i punti cruciali della ricerca sulla Qualità di Vita in Sorveglianza Attiva (SA). L’idea, sostenuta dal direttore del Programma Prostata Prof. Riccardo Valdagni, è stata promossa da Lara Bellardita (psicologa), Tiziana Rancati (responsabile del gruppo modeling), e da Silvia Villa, ricercatrice del gruppo degli psicologi del Programma che ha condotto la rilevazione dei dati e le analisi.

La SA è una proposta rivolta a pazienti con carcinoma della prostata a basso rischio. Uno degli obiettivi dei protocolli di SA è identificare in quali casi il trattamento radicale del tumore non è necessario, considerando che la malattia potrebbe non rappresentare un pericolo per la sopravvivenza del paziente e che gli effetti collaterali di prostatectomia radicale e radioterapia deteriorano la qualità di vita; d’altra parte però anche la SA potrebbe avere effetti negativi sulla qualità di vita dei pazienti. Lo studio ha identificato i punti chiave da considerare nei disegni di ricerca: qualità di vita legata alla malattia, caratteristiche socio-demografiche e cliniche dei pazienti, dimensioni psicologiche (ansia, depressione, adattamento), processo decisionale (ragioni per cui scegliere o meno la SA, preferenze dei familiari, grado di incertezza sulla scelta), benessere funzionale (normalmente peggiorato dalle terapie radicali), tempistiche di raccolta dati e scelta dei gruppi di controllo. Le raccomandazioni finali sulla valutazione della qualità di vita dei pazienti in SA sono il frutto dell’integrazione delle prospettive di psicologi, metodologi, clinici e rappresentanti di associazioni di pazienti.

(sintesi curata dalla Dott.ssa Lara Bellardita)

 

Per maggiori informazioni:

 

 

I risultati del Progetto Giovani dell’Istituto Nazionale dei Tumori
(una sintesi dell’ articolo “Measuring the efficacy of a project for adolescents and young adults with cancer: A study from the Milan Youth Project” pubblicato su Pediatric Blood & Cancer a dicembre 2016*)

 

L’articolo “Measuring the efficacy of a project for adolescents and young adults with cancer: A study from the Milan Youth Project” pubblicato a dicembre 2016 sulla rivista Pediatric Blood & Cancer, illustra le attività del Progetto Giovani della Pediatria dell’Istituto, un progetto dedicato ai pazienti adolescenti e giovani adulti (questi ultimi quando affetti da neoplasie di tipo pediatrico), nato nel 2011 con lo scopo di migliorare alcuni aspetti clinici (per esempio l’inclusione nei protocolli di cura o le misure di preservazione della fertilità) e di fornire ai ragazzi spazi e iniziative dedicate di supporto, con il presupposto fondamentale di promuovere la loro normalità.

Questo progetto di avanguardia si pone all’interno di un contesto internazionale di crescente interesse dedicato ai pazienti. Uno degli aspetti fondamentali di questi progetti, però, è quello di poterne dimostrare l’efficacia: identificare dei parametri da misurare per verificare il raggiungimento di un determinato risultato. Se idealmente sarebbe utile poter dimostrare dei ricavi in termini economici, o sarebbe bello poter dimostrare il miglioramento delle curve di guarigione dei pazienti coinvolti, la realtà è più complessa ed entrambi questi obiettivi appaiono poco realistici o poco semplici da quantificare nel breve-medio periodo.

Lo studio in questione, allora, propone dei parametri indiretti, concreti e riproducibili, per quantificare il lavoro svolto e dimostrare l’efficacia del progetto: il numero di pazienti adolescenti e giovani adulti curati presso il reparto (e l’eventuale incremento di questo numero); la percentuale di pazienti adolescenti e giovani adulti trattati in protocolli clinici; la proporzione di pazienti che beneficiano delle misure di preservazione della fertilità, quella dei pazienti che ricevono supporto specialistico psicosociale;  il numero dei  pazienti che partecipano alle attività di supporto e ai progetti; una misura del grado di soddisfazione dei pazienti; una misura del grado di riconoscimento del progetto a livello scientifico o comunitario.

Lo studio è poi andato a verificare questi parametri nel Progetto Giovani, prendendo in considerazione l’anno solare 2015: i dati più significativi sono stati l’incremento del numero dei casi di adolescenti e giovani adulti curati (da una media di 65 all’anno nel periodo 2006-2010 a 82 all’anno nel periodo 2011-2015, dopo la creazione del Progetto Giovani); l’alta percentuale (oltre l’80%) di adolescenti arruolati nei protocolli clinici (100% se si considerano anche gli studi prospettici osservazionali); la percentuale (70%) dei pazienti presi in carico dal gruppo degli psicologi clinici; l’elevato numero di ragazzi (90) coinvolti nel 2015 nelle diverse iniziative proposte (il progetto di scrittura, il corso di fotografia, l’attività sportiva, la canzone di Natale); l’elevato numero di pubblicazioni scientifiche (33 dal 2009 al 2015, 7 nel 2015) e di articoli divulgativi pubblicati (118 in totale, di cui 51 nel 2015).

(sintesi curata dal Dott. Andrea Ferrari)

 

* [Ferrari A, Silva M, Veneroni L, Magni C, Clerici CA, Meazza C, Terenziani M, Spreafico F, Chiaravalli S, Casanova M, Luksch R, Catania S, Schiavello E, Biassoni V, Podda M, Bergamaschi L, Puma N, Indini A, Proserpio T, Massimino M. Measuring the efficacy of a project for adolescents and young adults with cancer: A study from the Milan Youth Project. Pediatr Blood Cancer. 2016 Dec;63(12):2197-2204]

 

Per maggiori informazioni:
Measuring the efficacy of a project for adolescents and young adults with cancer: A study from the Milan Youth Project
Il Progetto Giovani (sito web)
S.C. Pediatria Oncologica dell'INT
• Video "Palle di Natale" (Smile it's Christmas Day) (YouTube, 4:26)




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