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L'Istituto Nazionale Tumori, eccellenza mondiale nel trattamento del tumore al polmone, traccia nuove prospettive di cura

Nota stampa
L'Istituto Nazionale Tumori, eccellenza mondiale nel trattamento del tumore al polmone, traccia nuove prospettive di cura
Dalla prevenzione al trattamento, tutte le novità presentate alla "Conferenza Mondiale sul Tumore del Polmone" di Vienna. Premio alla carriera al dottor Ugo Pastorino.
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori
Via G. Venezian, 1 - 20133 Milano

Milano, 9 dicembre 2016. Nuovi studi sul tumore del polmone, frutto del lavoro degli ultimi anni, e nuove prospettive di cura per i malati, sono stati presentati durante la recente "World Conference on Lung Cancer" (Vienna, 4-7 dicembre 2016). Protagonisti i medici dell'Istituto Nazionale dei Tumori, che hanno portato all'attenzione della comunità scientifica internazionale l'attività svolta in INT e che contribuirà a cambiare la storia della cura al tumore del polmone. Sulla scena internazionale si sono distinti ben quattro medici del nostro Istituto, a partire dal direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica, Ugo Pastorino, premiato in seduta plenaria con il prestigioso riconoscimento "Joseph Cullen Award" alla carriera, assegnatogli per i risultati nella ricerca sulla prevenzione della neoplasia, con oltre 30 anni di impegno. Pastorino, autore di oltre 300 studi, è stato definito "un pioniere negli studi sulla chemioprevenzione nei tumori causati dal fumo di sigaretta". "I suoi sforzi - ha sottolineato il presidente International association for the study of lung cancer, Fred Hirsch - continueranno a essere una componente chiave nell'avanzamento della medicina e nella lotta contro il cancro al polmone".

Al congresso anche la dottoressa Gabriella Sozzi, direttore della Struttura Complessa di Genomica Tumorale che da anni lavora a diversi progetti di screening sul polmone; Sozzi ha presentato una comunicazione orale sulla prevenzione, fornendo dati aggiornati sullo studio di diagnosi precoce Biomild, che con un semplice esame del sangue può anticipare i risultati della tac spirale. Il dottor Giuseppe Lo Russo della Struttuta Semplice di Oncologia Medica Toraco-Polmonare, inoltre, ha presentato una comunicazione sul Nivolumab, sulle corrispondenze esatte tra studio clinico e pratica clinica. Infine, la dottoressa Marina Chiara Garassino, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Medica Toraco-Polmonare ha presentato tre studi di particolare rilievo, che cambieranno le prospettive di cura. Il primi dati sono quelli dello studio Birch: il farmaco sperimentale immunoterapico Atezolizumab, in alternativa alla chemioterapia, ha mostrato risultati strepitosi in prima linea con aumenti di sopravvivenza nel caso di tumore del polmone. Garassino ha presentato anche un nuovo potenziale standard di cura per i pazienti colpiti da un tumore del polmone non a piccole cellule, avanzato o metastatico, positivo alla mutazione T790M del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFR). Si tratta di Osimertinib, farmaco a bersaglio molecolare che è in grado di ridurre del 70% il rischio di progressione della malattia rispetto alla chemioterapia, aumentare la sopravvivenza e assicurare un alto profilo di tollerabilità e sicurezza. Fino a ieri, per i pazienti con questa mutazione secondaria, trattati per circa un anno con farmaci di prima e seconda generazione, l’unica opzione restava la chemioterapia. Oggi, invece, con osimertinib, si è arrivati ad una svolta: è stata trovata, in via ancora sperimentale, questa target terapy efficace anche sulla mutazione secondaria. Terzo studio presentato dalla dottoressa Garassino è quello su Durvalumab, farmaco immunoterapico in sperimentazione che nelle linee avanzate di terapia ha mostrato risultati clamorosi sui pazienti arruolati nella ricerca.

Per maggiori informazioni:
www.istitutotumori.mi.it (Website)




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