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Studi di Ricerca clinica aperti all'arruolamento della Struttura Complessa di Chirurgia Generale Indirizzo Oncologico 4 (Melanomi e Sarcomi)
Protocolli Attivi:
Melanoma:
A double-blind, randomized, placebo-controlled Phase III study to assess the efficacy of recMAGE-A3 + AS15 ASCI as adjuvant therapy in patients with MAGE-A3 positive resected stage III melanoma.
Studio di fase III in doppio cieco, randomizzato, controllato verso placebo, per valutare l'efficacia di recMAGE-A3 + AS15 come terapia adiuvante in pazienti con melanoma stage III operabile, MAGE-A3 positivo.
Studio di fase III, multicentrico, internazionale, randomizzato, controllato verso placebo, per determinare l'efficacia del prodotto immunoterapico recMAGE-A3 rispetto a placebo, come terapia adiuvante in pazienti affetti da melanoma di stadio III, dopo asportazione chirurgica del tumore.
Obiettivo: Dimostrare l'efficacia clinica del prodotto immunoterapico recMAGE-A3 rispetto a placebo, in termini di sopravvivenza libera da malattia. Lo studio prevede di coinvolgere almeno 1300 pazienti in tutto il mondo.
La resezione chirurgica rappresenta la scelta preferenziale di trattamento per il melanoma localizzato con una percentuale di sopravvivenza a lungo termine pari al 90% per i pazienti con malattia stage I. I pazienti con malattia di stadio IIB-C (T4 N0 M0) e stadio III (T1-4 N1-3 M0), anche dopo chirurgia definitiva, sono, invece, ad alto rischio di recidiva (pari al 60% e 75%, rispettivamente).
Il ruolo della chemioterapia come trattamento adiuvante rimane ad oggi non chiaro, senza un beneficio tangibile in termini di sopravvivenza globale prolungata. L'agente adiuvante più attivo, per il melanoma ad alto rischio, rimane l'interferone ad alte dosi. È stato dimostrato un prolungamento della sopravvivenza libera da recidiva con interferone, mentre è meno chiaro l'effetto sulla sopravvivenza globale. Di recente, i risultati di uno studio di fase III hanno mostrato che l'interferone pegilato (PEG-IFN) in pazienti con melanoma stadio III operati ha un effetto significativo e prolungato sulla sopravvivenza libera da recidiva (Relapse Free Survival - RFS) ma nessun effetto significativo sulla sopravvivenza globale (Overall Survival – OS). L'effetto a lungo termine su RFS è stato visto solo nei pazienti con malattia microscopica. Lo studio non ha dimostrato alcun miglioramento nel profilo di sicurezza di PEG-IFN rispetto all'IFN-α non pegilato.
L'immunità verso il melanoma sembra essere centrale nel controllo della malattia. Sono stati riportati casi di regressione spontanea del melanoma, suggerendo un ruolo dell'immunità ospite, indirettamente supportata dalla presenza di infiltrato linfoide associato con il tumore primario. È stato, inoltre, dimostrato che pazienti con melanoma mostrano antigeni “tumor rejection“ riconosciuti dalle cellule CD4 e CD8.
"Phase 1 dose-finding study of tumor-targeting human monoclonal antibody-cytokine fusion proptein L19TNFa plus melphalan using isolated inferior limb perfusion in patients with in-transit stage III/IV melanoma": Studio di Fase I di ricerca della dose della proteina di fusione tumore specifica citochina-anticorpo monoclonale L19TNFa in combinazione con Melphalan nella perfusione distale e locoregionale dell'arto inferiore in pazienti con melanoma allo stadio III/IV in-transit.
Questo studio clinico viene effettuato nei pazienti con un Melanoma in-transit allo stadio III/IV istologicamente confermato dell'arto inferiore e distale rispetto all'apice del triangolo femorale.
Il trattamento standard in questi casi prevede la tecnica dell'"arto isolato e perfuso" che è da anni ampiamente impiegata ed approvata per il trattamento del melanoma in stadio avanzato delle estremità degli arti con differenti agenti chemioterapici. Il farmaco più comunemente utilizzato è il Melphalan da solo o in associazione con il TNF (fattore di necrosi tumorale).
Il trattamento che si vuole valutare in questo studio clinico prevedel'associazione di Melphalan e TNFα, come trattamento locale mediante la tecnica chirurgica, denominata "dell'arto isolato e perfuso".
Obiettivi primari:
- Determinare il profilo di sicurezza e di tollerabilità della terapia di associazione L19TNFTα/melfalan nella tecnica ILP.
- Determinare la Dose Raccomandata (RD) di L19TNFα quando somministrato in combinazione con melfalan nella tecnica ILP per pazienti con melanoma ad un arto di grado III/IV.
Obiettivi secondari:
- Tasso di risposta oggettiva di L19TNFα in combinazione con melfalan.
- Attività antitumorale di L19TNFα in combinazione con melfalan (resezione del tumore residuo dopo 4-6 settimane e tasso di risposta valutato istologicamente).
- Profilo farmacocinetico di L19TNFα quando somministrato in combinazione con melfalan.
- Valutazione di possibile induzione della formazione di anticorpi umani anti-proteina di fusione (HAFA).
- Studiare il profilo plasmatico dell'acido 5-idrossiindolacetico (5-HIAA), un marker sostitutivo per determinare il danno vascolare e della risposta tumorale.
Malattie primitive del peritoneo:
Innovative management of patients with Diffuse Malignant Peritoneal Mesothelioma: Clinical-Diagnostic Pathway and New Therapeutic Targets (Finanziamento dell'Istituto Superiore di Sanità)
Analysis of survival and biological markers in peritoneal mesothelioma managed with an innovative treatment (Finanziamento AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro)
Obbiettivi:
- Valutare l'impatto della CCR +CIIP associate alla CT sistemica sulla sopravvivenza dei pazienti affetti da mesotelioma peritoneale e la predittività della valutazione TC sulla operabilità dei pazienti;
- Valutare l'impatto dell'espressione dei recettori della tirosin-chinasi (EGFR, PDGFRA e PDGFRB) sui risultati clinici;
- Validare nuovi target terapeutici quali a) proteine antiapoptotiche come Survivina e IAP (Apollon/BRUCE and XIAP) b) Telomerasi
Il Mesotelioma Peritoneale Maligno(MPM) è una neoplasia rara, che corrisponde a circa il 10-20% di tutte le forme di mesotelioma maligno. La correlazione con l'esposizione all'asbesto non è ancora stata documentata definitivamente per la forma peritoneale. Così come per la forma pleurica, si assiste però negli ultimi decenni ad un progressivo incremento dell'incidenza. Nel corso degli anni, diversi trattamenti sono stati proposti per il MPM, anche con l'associazione di più modalità terapeutiche. I risultati terapeutici hanno avuto scarso impatto sulla prognosi e sulla qualità di vita dei pazienti. La storia clinica della malattia è tuttavia caratterizzata da una progressione intra-addominale. Pertanto, la morte è perlopiù correlata ad occlusione intestinale o ad altre complicanze addominali. Inoltre, la mediana di sopravvivenza dei pazienti con MP trattati con CT è di 12,5 mesi nella miglior serie pubblicata.
Tali considerazioni costituiscono il presupposto ed il razionale per l'adozione di trattamenti innovativi e di maggior impatto sulla sopravvivenza dei pazienti. Nell'ultimo decennio il trattamento integrato di Citoriduzione Chirurgica (CCR) associato alla Chemio Ipertermia Intra Peritoneale (CIIP) ha confermato efficacia sia nel controllo locale della malattia con miglioramento della qualità di vita, sia sulla sopravvivenza che risulta del 57% a 5 anni.
La tecnica della CCR adottata c/o l'INT è stata ampiamente descritta in letteratura In breve, prevede l'esecuzione di una o più delle seguenti procedure chirurgiche a seconda dell'estensione della malattia: 1) peritonectomia parietale destra, emicolectomia destra, asportazione del grande omento; 2) peritonectomia pelvica, sigmoido-colectomia, istero-annessiectomia; 3) antrectomia versus gastrectomia parziale o totale, colecistectomia, asportazione del piccolo omento, dissezione dell'ilo epatico; 4) peritonectomia sottodiaframmatica destra, dissezione della capsula di Glisson; 5) peritonectomia sottodiaframmatica sinistra, splenectomia, peritonectomia parietale sinistra; 6) resezione di ulteriori masse addominali o resezioni intestinali.
La CIIP è una metodica che, attraverso un meccanismo complesso, consente di sottoporre la cavità peritoneale ad ipertermia ed alte concentrazioni di chemioterapici che sono: Cisplatino e Doxorubicina .
La Sopravvivenza Globale (SG) e la Sopravvivenza Libera da Malattia (SLM) a 5 anni è stata del 47% e 21% rispettivamente; il sottogruppo di pazienti con MPM (n=57) adeguatamente citoridotti ha presentato una SG del 55% a 5 anni. La SG che la SLM nel gruppo di pazienti con MP borderline è stata del 90% e 79% rispettivamente a 5 anni.
La valutazione dell'espressione dei recettori delle delle tirosin-chinasi così come gli studi riguardanti proteine antiapoptotiche e telomerasi, aprono nuovi orizzonti terapeutici nell'ambito della ricerca traslazionale e rappresentano obiettivi importanti del protocollo.


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