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Carcinoma mammario - Carcinoma della mammella metastatico
Le diverse sedi di carcinoma mammario metastatico (osso, visceri, parti molli) implicano differenti sintomi, esami diagnostici, possibilità di complicanze, indicazioni terapeutiche con finalità antitumorale e palliativa, prognosi.
Le indagini strumentali che consentono di individuare la sede e l'estensione della ripresa di malattia, vengono inoltre utilizzate per il successivo monitoraggio della risposta ai trattamenti e dell'evoluzione della malattia stessa.
Il trattamento del carcinoma della mammella metastatico si diversifica in funzione di diversi fattori come ad esempio la sede di malattia, la sua estensione, la sintomatologia, i parametri biologici (recettori estrogeno e/o progesterone, espressione HER2), i pregressi trattamenti, l'intervallo libero di malattia, eventuali patologie associate, le condizioni generali e l'età della paziente.
La scelta del trattamento sistemico e la sua eventuale integrazione con terapie locoregionali e/o di supporto deve pertanto contemplare tutti i fattori sopra elencati e può essere schematizzata in questo modo.
Chemioterapia , ormonoterapia ed agenti monoclonali
L'impostazione del programma di trattamento, sulla scorta del giudizio clinico, prevede diverse opzioni e dipende dai trattamenti precedentemente eseguiti, dall'intervallo libero e della risposta ottenuta, dalla possibilità di associare l'anticorpo monoclonale trastuzumab in caso di positività per l'oncogene c-erbB2. Inoltre, in caso di positività dei recettori estro-progestinici può prevedere l'utilizzo in sequenza di una terapia ormonale. Regimi di associazione con più farmaci e sequenziali si sono dimostrati più attivi, specie quelli contenenti le antracicline e più recentemente i taxani, rispetto ad un trattamento monochemioterapico. La loro applicazione è elettiva quale prima linea di chemioterapia. Una monochemioterapia trova indicazione in condizioni cliniche particolari (ad esempio, paziente in età avanzata, con scarsa riserva midollare, in condizioni generali critiche) o quale trattamento di seconda linea in caso di progressione di malattia.
È importante ricordare che grazie alla ricerca clinica e alla disponibilità di nuovi farmaci vi è un aggiornamento continuo delle scelte terapeutiche.
Per quanto riguarda la durata del trattamento, in presenza di risposta e buon controllo sintomatologico, si attuano usualmente 6-8 cicli di terapia, per un periodo di circa 6 mesi.
In caso di positività dei recettori estroprogestinici, si può prevedere l'utilizzo in sequenza di una terapia ormonale dopo chemioterapia o l'utilizzo del solo trattamento ormonale nei casi in cui questo trova indicazione elettiva. La scelta del trattamento ormonale dipende dello stato menopausale e dall'eventuale utilizzo di una precedente terapia ormonale.
Le precedenti esperienze condotte presso la S.C. di Medicina Oncologica 1 hanno supportato le scelte terapeutiche e la definizione dei protocolli di ricerca attualmente in corso. Tali studi condotti nell'ambito di Gruppi Cooperativi Internazionali (Fondazione Michelangelo per la neoplasia mammaria, www.fondazionemichelangelo.org) sono multicentrici e sono stati promossi e coordinati dalla nostra Struttura. La fase metastatica della neoplasia mammaria, già sottoposta a terapie convenzionali, rappresenta il campo ideale per la ricerca, lo sviluppo di nuovi farmaci antiblastici e quindi per la progettazione di studi con farmaci innovativi nell'ambito del Progetto strategico della Direzione Scientifica della Fondazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori, noto come Progetto Montabone per lo Sviluppo di Nuovi Farmaci, che è parte integrante dell'attività svolta dalla S.C. di Medicina Oncologica 1.


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