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Carcinoma mammario - Carcinoma della mammella in stadio iniziale

La strategia terapeutica del carcinoma mammario in fase iniziale può comprendere l'integrazione di tutte le modalità terapeutiche efficaci, quali la chirurgia, la terapia sistemica (chemioterapia, ormonoterapia e trattamento con agenti monoclonali), la radioterapia.

L'integrazione ottimale di tali modalità terapeutiche, sia loco-regionali sia sistemiche, ha permesso negli ultimi trenta anni il miglioramento della sopravvivenza delle pazienti. La neoplasia mammaria è di fatto molto spesso una malattia diffusa al di fuori della ghiandola mammaria e dei linfonodi regionali sin dall'esordio e trae dunque vantaggio da trattamenti medici anche nello stadio iniziale di malattia. È inoltre importante conoscere gli indicatori prognostici clinici e biologici che permettono di scegliere il miglior trattamento sistemico.

Presso la S.C. di Medicina Oncologica 1 l'approccio multidisciplinare della neoplasia mammaria si avvale della collaborazione dei colleghi anatomo-patologo, chirurgo, radioterapista ed è finalizzato all'omogeneità dei trattamenti.

La scelta delle varie opzioni di cura (chirurgia radicale o chirurgia conservativa; terapia farmacologica sistemica adiuvante o terapia farmacologica sistemica preoperatoria; tipo di farmaci per la terapia sistemica; trattamento radioterapico post-operatorio) dipende da alcune caratteristiche del tumore e della paziente al momento della diagnosi.

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico sistemico, ambito specifico di competenza della S.C. di Medicina Oncologica 1, tali caratteristiche possono così essere dettagliate:

  • valutazione del rischio di ripresa sistemica, attraverso analisi dei fattori prognostici e delle caratteristiche biologiche della neoplasia (dimensioni, grado di differenziazione, stato linfonodale, stato recettori ormonali, stato di HER2-neu)
  • presenza o meno di controindicazioni a chemioterapia
  • presenza o meno di controindicazioni a farmaci con spettro di tossicità specifica
  • presenza o meno di controindicazioni a terapia ormonale
  • età della paziente
  • stato menopausale della paziente
  • patologie associate.

Chemioterapia , ormonoterapia e trattamento con anticorpi

Dopo aver definito il rischio di ripresa sistemica della neoplasia mammaria, attraverso analisi dei fattori prognostici e delle caratteristiche biologiche della neoplasia asportata (dimensioni, grado di differenziazione, stato linfonodale, stato recettori ormonali, stato di HER2-neu) può essere definito il programma terapeutico adiuvante, sia di tipo chemioterapico che di tipo ormonale e/o con farmaci a bersaglio monoclonale. Il programma valuta anche il potenziale beneficio, i possibili effetti collaterali secondari al trattamento, le preferenze della paziente.

Il trattamento chemioterapico convenzionale prevede l'utilizzo di regimi di associazione, contenenti antracicline e/o taxani, secondo schemi non cross-resistenti, sequenziali e prolungati per circa 6 mesi.

Le pazienti con neoplasia mammaria in prima istanza non suscettibile di chirurgia conservativa (ad esempio per le dimensioni della neoplasia) possono essere avviate ad un trattamento chemioterapico preoperatorio noto come chemioterapia primaria. Con questa modalità il trattamento loco-regionale viene rinviato alla conclusione di quello farmacologico sistemico, con la possibilità di effettuare un intervento chirurgico conservativo e ottenere un miglioramento della prognosi in caso di completa regressione tumorale.

Nelle pazienti in cui la neoplasia presenta positività per recettori estrogenici e/o progestinici è previsto inoltre il trattamento ormonale che viene definito in relazione allo stato menopausale e/o alle patologie associate. La terapia ormonale viene iniziata alla conclusione del trattamento chemioterapico, nei casi in cui trovano indicazione entrambe le opzioni.

Nelle pazienti in cui la neoplasia presenta iperespressione dell'oncogene c-ERB-B2 o amplificazione dello stesso vi è inoltre indicazione anche al trattamento con anticorpo monoclonale trastuzumab per 1 anno.

È opportuno segnalare che la S.C. di Medicina Oncologica 1, in quanto parte integrante della Fondazione IRCCS - Istituto Nazionale dei Tumori, svolge la propria attività sia in ambito clinico con l'applicazione di trattamenti convenzionali come sopra descritto, sia in ambito di ricerca.

Il patrimonio culturale e l'esperienza della S.C. di Medicina Oncologica 1, coordinatrice e leader da anni di studi clinici controllati di chemioterapia sia adiuvante che primaria nel carcinoma mammario, hanno permesso la definizione dei programmi terapeutici ora ritenuti convenzionali. È possibile conoscere gli studi clinici attivi presso la S.C. di Medicina Oncologica 1 attraverso la consultazione del suo sito dedicato.

Per quanto riguarda la ricerca clinica attuale e quindi l'individuazione di nuove strategie di cura, la S.C. di Medicina Oncologica 1 collabora con Fondazioni no profit (es. FONDAZIONE MICHELANGELO, www.fondazionemichelangelo.org), nell'ambito di studi multicentrici nazionali ed internazionali appositamente disegnato per donne in stadio iniziale della malattia.

Ultimo aggiornamento: mercoledì 20 febbraio 2008

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