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Capire i tumori in età anziana - Radioterapia

Da una indagine effettuata dalla Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica (AIRO) effettuata nel 1991 è stato rilevato che il 55% dei pazienti affetti da tumore trattati con radioterapia ha una età superiore a 60 anni.
Poiché è stato stimato che in Italia vengono trattati con radioterapia 88.000 nuovi pazienti all'anno si può calcolare che circa il 50% di questi è anziano.
Radioterapia curativa
La radioterapia acquista particolare importante nell'anziano perché priva di una mortalità acuta associata al trattamento e perché le condizioni generali e le patologie associate non sono una reale controindicazione per la radioterapia con finalità curative.
Inoltre la radioterapia riesce frequentemente a preservare l'organo e le sue funzioni con una conseguente migliore qualità di vita. Infatti la riabilitazione che può sopperire alla perdita dell'organo e delle sue funzioni, provocata dalla asportazione chirurgica, viene effettuata con maggior facilità dall'individuo adulto anziché da quello anziano. Basti pensare alla riabilitazione intestinale negli operati per cancro del retto, alla utilizzazione dell'aria gastrica per poter permettere di parlare ai laringectomizzati, dall'uso di protesi d'arto per gli amputati per tumori dell'osso o delle parti molli.
Tutte queste pratiche non sono facili da essere seguite da pazienti anziani per cui la preservazione dell'organo, quando possibile, acquista importanza vitale.
Ma ovviamente il primo scopo di una cura oncologica è quello di offrire le massime possibilità di cura del tumore e la radioterapia non sempre e in grado di essere una cura alternativa alla chirurgia e in molti casi è proprio in associazione alla chirurgia che riesce a preservare l'organo o una sua parte (tumori della mammella, del retto, delle parti molli, del polmone).
Sicuramente l'associazione della radioterapia con la chemioterapia che nell'individuo adulto appare al giorno d'oggi uno dei mezzi più idonei per l'ottenimento dei migliori risultati con la conservazione dell'organo (tumori dell'ano, dell'esofago, della sfera otorinolaringoiatrica), deve essere ancora esplorata negli anziani.
Recenti studi effettuati dal Gruppo di Radioterapia Oncologica Geriatrica (GROG) operante in Italia dal 1993 e da altri studiosi che in Europa e negli Stati Uniti si occupano di radioterapia nell'età anziana, hanno messo in evidenza che è possibile effettuare il trattamento radiante nel paziente anziano affetto da tumore con le stesse possibilità di successo e con gli stessi effetti collaterali del paziente adulto.
II lato negativo della radioterapia è costituito dalla lunghezza del trattamento che viene in genere effettuato tramite sedute quotidiane per 5 giorni alla settimana e per un totale di settimane che può variare da 4 a 7 a seconda del tipo di tumore che occorre irradiare.
Infatti, può essere disagevole per l'anziano recarsi ogni giorno al centro di radioterapia che può trovarsi anche a grande distanza dalla propria abitazione; oltre alla fatica di muoversi ogni giorno c'è anche il fatto che spesso deve ricorrere ai familiari o ai trasporti sociali per raggiungere il luogo di cura.
Radioterapia palliativa
La radioterapia svolge un ruolo di grande importanza nel dominare alcuni sintomi, riducendoli o eliminandoli temporaneamente per rendere meno problematica la vita di un paziente affetto da neoplasia.
Il più importante sintomo che la radioterapia può dominare è rappresentato dal dolore dovuto a metastasi ossee. Infatti, l'effetto antidolorifico può durare nel tempo anche con un numero modesto di sedute.
Se alle metastasi ossee si aggiunge anche l'osteoporosi la radioterapia è di grande utilità nella prevenzione di fratture scheletriche.


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