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Capire i tumori in età anziana - Conclusioni
« Scatta l'ora di Matusalemme:
... Il futuro non è soltanto dei giovani, ma anche degli anziani. Gli italiani che hanno più di sessantacinque anni ammonteranno tra non molto ad un quarto di tutta la popolazione: un esercito di geronti che cambierà l'assetto del paese, come sociologi ed economisti non mancano di avvertire... . L'esistenza di un orologio genetico che batte il tempo del decadimento fisico non esclude che, nell'ambito del programma assegnatoci, esista una certa variabilità, ovvero uno spazio per interventi migliorativi»
(Giovanni Maria Pace in 2000 medicina-Supplemento a La Repubblica n° 249 del 22 ottobre 1986).
La prevenzione dell'invecchiamento ha rappresentato uno degli scopi più ambiti dagli scienziati dei vari tempi.
La riduzione delle malattie nell'anziano oggi coinvolge direttamente anche la riduzione delle malattie tumorali e della mortalità ad esse legata.
Il concetto di "prendersi cura" del paziente oncologico nella sua totalità psico-fisica diventa un imperativo nel paziente anziano, nel quale accanto alla conoscenza degli aspetti biologici del tumore (sede di insorgenza, natura, estensione) occorre avere una approfondita conoscenza delle caratteristiche proprie del paziente (sesso, stato civile, livello culturale, stato cognitivo), del contesto socio-familiare-geografico in cui vive ed infine del suo stato di salute o di malattia (quelle non tumorali), che possono influenzare la sopportazione delle cure oncologiche.


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