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Capire i tumori in età anziana - Chemioterapia

Un dato di fatto è rappresentato dalla necessità di avere maggiori informazioni sul meccanismo di azione dei farmaci nel paziente anziano, in considerazione del fatto che i processi di invecchiamento possono interagire con il metabolismo e l'eliminazione dei farmaci e antineoplastici.
L'uso della chemioterapia nei pazienti anziani ha fatto comunque vistosi progressi in virtù di maggiori esperienze acquisite:
- nell'uso dei farmaci chemioterapici,
- in relazione all'avvento di terapie di supporto che hanno ridotto alcune delle tossicità più importanti (farmaci antivomito, fattori di crescita per la stimolazione del midollo osseo, farmaci atti a proteggere il muscolo cardiaco nell'uso di farmaci particolarmente cardiotossici),
- in una migliore e più attenta valutazione dell'anziano dal un punto di vista strettamente geriatrico,
- nello sviluppo di nuovi farmaci usabili per via orale che hanno reso più facile il trattamento della persona anziana affetta da tumore.
Sono stati elaborati negli ultimi anni schemi di chemioterapia soprattutto per i linfomi, le leucemie e per alcuni tumori polmonari, appositamente per i pazienti in età avanzata, in cui si è cercato di raggiungere l'efficacia della cura con la riduzione della tossicità.
Anche nel campo della terapia ormonale sono stati fatti notevoli progressi con l'introduzione di nuove medicine che con scarsi, o del tutto assenti, effetti collaterali possono essere utilmente impiegati soprattutto nel tumore della mammella e della prostata.
Da qualche anno è attivo in Italia il Gruppo Italiano di Oncologia Geriatrica (GIOGer) che ha come finalità proprio quella di mettere a punto strategie terapeutiche farmacologiche per i farmaci antineoplastici e di unire gli sforzi con gli altri gruppi che si occupano di Oncologia Geriatrica per fornire linee guida di trattamento e studi clinici al fine di migliorare il trattamento dei tumori in età senile.
Risultati e Controlli Periodici dopo terapia
Fino ad ora non sono molti i dati della letteratura che riferiscono i risultati delle cure e gli effetti collaterali acuti e tardivi, per vari ordini di motivi:
- l'impossibilità fino ad ora di avere dati diretti derivati da studi clinici mirati al paziente anziano;
- mancanza di omogeneità di trattamento per valutare i dati di studi retrospettivi;
- perdita di un alto numero di pazienti ai controlli periodici successivi al trattamento.
Tutto ciò che sappiamo non sembra diverso da ciò che sappiamo dei pazienti adulti, ma abbiamo la necessità di avere ancora maggiori dati.
Per quanto concerne i controlli periodici che rappresentano il solo modo per avere dati sicuri riguardanti la guarigione e gli effetti collaterali bisogna tenere presente la difficoltà che i pazienti anziani possono avere a recarsi presso il centro oncologico dove effettuare tali visite. Spesso nono vengono eseguiti, per lo stesso motivo, esami di controllo diagnostico che costituiscono nella maggior parte dei casi un utile completamento della visita clinica (esami di sangue, tomografia computerizzata, risonanza magnetica, ecografia).
Potrebbe essere auspicabile un collegamento permanente con i medici di famiglia che almeno per la raccolta dei sintomi e degli effetti collaterali potrebbero costituire una rete di utile scambio di informazioni senza far venire il paziente anziano, al centro che lo ha avuto in cura se le sue condizioni o altri tipi di difficoltà logiche non lo permettono.
Sicuramente con la messa a fuoco del problema oncologico nei pazienti anziani da parte di coloro che si occupano della cura del cancro, molti strumenti verranno adoperati per risolvere i vari problemi che l'argomento pone.


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