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I Tumori Neuroendocrini - Terapia Radiante Esterna ed Impiego di Radionuclidi

Terapia radiante esterna

La radioterapia dall'esterno trova limitate applicazioni nei TNE, poiché questi tumori frequentemente mostrano un fenotipo radioresistente. La radioterapia viene, tuttavia, proficuamente impiegata nel trattamento dei tumori polmonari.

Impiego dei radionuclidi

Le terapie radiometabolica e radiorecettoriale consentono di portare dei radionuclidi direttamente nei pressi del tessuto tumorale, diminuendo gli effetti delle radiazioni sui tessuti sani ed aumentandone l'effetto citocida a livello della neoplasia. Questo approccio è utilizzato quando la malattia è molto estesa ed ha dimostrato una refrattarietà alla terapia convenzionale.

Meta-iodobenzilguanidina

I feocromocitomi/paragangliomi ed i neuroblastomi sono tra i TNE che mostrano la maggior capacità di introdurre all'interno delle cellule trasformate la 131I-MIBG e, pertanto, questi tumori vengono trattati con successo per mezzo della terapia radiometabolica. Il principale effetto avverso legato a questo tipo di radioterapia è rappresentati dalla trombocitopenia.
Attualmente si stanno conducendo alcuni studi clinici controllati.

Analoghi marcati della somatostatina

I TNE per cui è dimostrabile un'ipercaptazione alla scintigrafia radiorecettoriale con gli analoghi della SRIF, sono candidabili ad una terapia radiometabolica impiegante radionuclidi coniugati a questi analoghi ormonali. I risultati ottenuti fino ad ora sembrano evidenziare che l'entità della captazione, come rilevata dalla scintigrafia con 111In-pentetreotide o 111In-lanreotide, sia correlata con la risposta clinica al trattamento con questi due radiofarmaci.

Ultimo aggiornamento: martedì 18 settembre 2007

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