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Il Mieloma Multiplo - Il trapianto di midollo osseo autologo (autotrapianto)
I buoni risultati ottenuti trattando il Mieloma Multiplo con i chemioterapici hanno spinto ad usare dosi progressivamente crescenti di questi farmaci. Esiste infatti una correlazione diretta tra dosaggio del farmaco chemioterapico e la risposta della malattia, ossia più farmaco si somministra tanto maggiore è la distruzione delle cellule malate. Tuttavia, gli effetti collaterali della chemioterapia impediscono di raggiungere dosi troppo elevate. Gli organi hanno una sensibilità differente all'azione dei chemioterapici e, come in una scala, si può affermare che il midollo osseo sia quello posto al gradino più basso, ossia l'organo maggiormente delicato sotto questo aspetto. Quindi, il maggior limite alla crescita di dosaggio dei chemioterapici è rappresentato proprio dalla tossicità midollare. Qualora fosse possibile ovviare ai problemi della tossicità midollare, al gradino successivo si incontrerebbe la tossicità intestinale, e così via. In effetti, il trapianto di midollo osseo autologo ha consentito di superare il limite imposto dalla tossicità midollare. Questo importante traguardo è stato reso possibile dal riconoscimento, all'interno del midollo osseo, di particolari cellule, chiamate cellule staminali, che, se iniettate in sufficiente quantità, sono in grado di rigenerare dal nulla un nuovo midollo. Si comportano quindi come dei veri e propri semi, che, opportunamente seminati, possono ricreare una normale funzione midollare. L'impiego delle cellule staminali è alla base del trapianto di midollo osseo autologo. Inizialmente le cellule staminali venivano prelevate direttamente dal midollo, con una procedura chiamata espianto di midollo. Successivamente si è scoperto che, con opportuni accorgimenti, ossia associando un particolare tipo di farmaco chemioterapico con una medicina che stimola il midollo, è possibile far passare le cellule staminali nel sangue circolante e quindi prelevarle direttamente dalle vene delle braccia, con una procedura chiamata leucaferesi. Grazie alla leucaferesi è possibile raccogliere un gran numero di cellule staminali di buona qualità, sufficienti per uno o più trapianti di midollo Attualmente la stimolazione midollare associata alla leucaferesi è la metodica di scelta nel trattamento del paziente affetto da Mieloma Multiplo. Le cellule staminali, sia raccolte dal midollo che prelevate dalle vene delle braccia, vengono poi congelate e possono essere conservate per oltre un decennio. Per diversi anni è stato fatto il tentativo di ripulire dalle cellule malate contaminanti (purging) le cellule staminali da reinfondere, nella speranza che questo potesse ridurre il numero di recidive dopo autotrapianto. In realtà, per quanto affascinante sul piano teorico, la pratica del purging non ha dato i risultati sperati ed è stata abbandonata.
Il trapianto di midollo può essere singolo oppure, come spesso accade, essere seguito a pochi mesi di distanza da un secondo autotrapianto.
Per quel che riguarda i risultati, grazie al doppio autotrapianto di midollo è possibile ottenere una risposta circa nell' 80% dei casi, con un 40-50 % di remissioni complete. La durata media delle risposte è di circa 3 anni. La mortalità legata al trapianto è dell'1-2%.


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