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Il Mieloma Multiplo - La terapia di mantenimento
Poiché il Mieloma Multiplo è una malattia inguaribile con le terapie attuali, che però trae beneficio dai trattamenti, fino al punto da essere resa "cronica" per lunghi periodi di tempo, ci si è posti il problema di evitare le ricadute di malattia dopo autotrapianto.
Per tale motivo è stato introdotto il concetto di mantenimento, ossia di una terapia di facile assunzione (es. pillole), scarsamente tossica, che abbia la finalità di prolungare l'azione terapeutica.
Fino al 2000 veniva effettuata una terapia di mantenimento con Interferone, un farmaco spesso mal tollerato per i suoi effetti collaterali, in particolare febbre, dolori articolari e sintomatologia simil-influenzale. Tale modalità di mantenimento è stata poi completamente abbandonata quando una valutazione più approfondita ha permesso di dimostrare un'efficacia molto limitata in termini di riduzione della probabilità di ricaduta. L'aggiunta all'attuale armamentario terapeutico della Talidomide ha messo a disposizione un farmaco con caratteristiche valide per il mantenimento (assunzione per bocca, scarsa tossicità a basse dosi, meccanismo d'azione antitumorale differente dai farmaci utilizzati nell'autotrapianto). Sono stati effettuati 2 studi clinici importanti a questo proposito ed i risultati che ne sono emersi sono contrastanti.
Pertanto, ad oggi, non è ancora completamente chiaro se il mantenimento con Talidomide apporti benefici concreti. È comunque molto probabile che i pazienti che non hanno raggiunto una risposta clinica completa con l'autotrapianto possano beneficiare da un trattamento successivo con Talidomide.


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