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La Leucemia Linfatica Cronica - I sintomi
Circa nei 2/3 dei casi la diagnosi di leucemia linfatica cronica è casuale e, pertanto, in questi pazienti la malattia decorre in maniera asintomatica. Questa quota di pazienti presenta una sopravvivenza molto lunga, e pertanto negli stadi iniziali spesso non è indicato iniziare un trattamento citoriduttivo. Nei pazienti sintomatici, la più frequente modalià di presentazione è la comparsa di una adenopatia generalizzata: sono interessate preferenzialmente le stazioni linfonodali del collo, delle ascelle o dell'inguine e i linfonodi sono quasi sempre di consistenza non dura, non dolenti e senza tendenza a confluire in pacchetti. Frequenti sono anche l'aumento di dimensioni della milza (splenomegalia) e del fegato (epatomegalia).
Con il progredire della malattia possono comparire altri sintomi, che non sono caratteristici della leucemia linfatica cronica ma sono comuni ad altre patologie linfoproliferative, e sono conseguenti all'invasione del midollo osseo da parte di linfociti neoplastici: la stanchezza, associata a pallore cutaneo e palpitazioni sono una conseguenza dell'anemia, mentre le manifestazioni emorragiche sono secondarie alla riduzione delle piastrine.
Inoltre l'accumulo dei linfociti patologici ostacola la normale produzione da parte del midollo osseo di linfociti e granulociti neutrofili, che sono le cellule deputate a difendere l'organismo dai microrganismi patogeni; in questo modo si crea uno stato di immunodeficienza che predispone l'individuo malato all'insorgenza di infezioni.
Infine in un 5% di pazienti la malattia si può manifestare sotto forma di fenomeni autoimmuni, cioè produzione di anticorpi contro antigeni propri, in particolare antigeni di globuli rossi e piastrine, dando origine a patologie quali l'anemia emolitica autoimmune, la piastrinopenia autoimmune o più raramente l'associazione di entrambi (sindrome di Fisher-Evans).
Pertanto l'approccio clinico ai pazienti con leucemia linfatica cronica deve mirare sia alla valutazione dei segni clinici che esprimono l'accumulo dei linfociti neoplastici, così come degli effetti correlati allo squilibrio immunologico che tale patologia determina e che sono appunto rappresentati dalle infezioni e dalle complicanze autoimmuni.


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