Contenuto
La chemioterapia
I pazienti con malattia in fase iniziale e clinicamente stabile, non presentano indicazione ad iniziare subito un trattamento chemioterapico. Questa strategia di comportamento è infatti basata su due evidenze cliniche:
- i pazienti in fase iniziale e con malattia stabile hanno le stesse aspettative di vita di soggetti normali senza Leucemia Linfatica Cronica (LLC)
- un precoce trattamento con la chemioterapia convenzionale (clorambucile) ritarda la progressione della malattia ma non allunga la sopravvivenza (report di uno studio condotto da un gruppo cooperativo francese su più di 600 pazienti).
Pertanto i pazienti che alla diagnosi presentano:
- linfocitosi < 40-50.000/mmc,
- meno di 3 sedi linfatiche interessate,
- assenza di sintomi correlati alla malattia
possono essere monitorati nel tempo con periodiche visite ed esami del sangue; in questi casi è infatti indicato un atteggiamento osservazionale (dall'inglese "wait and see"). Invece nei pazienti che si presentino in stadio clinico avanzato o qualora compaiano segni di progressione clinica è indicato iniziare un trattamento chemioterapico.
La chemioterapia standard consiste nella somministrazione di un farmaco per bocca, il Clorambucile: questo farmaco è stato adoperato in numerosi schemi di trattamento con un ampio range di dosi. Questo tipo di terapia è estremamente ben tollerato, non dà nausea, non fa cadere i capelli, non richiede il ricovero ospedaliero in quanto le medicine vengono assunte a casa. L'unico problema è rappresentato dal fatto che Il Clorambucile può dare una modesta tossicità a livello del midollo osseo. Le risposte si attestano tra il 30% e il 70% dei pazienti alla diagnosi; di questi solo una piccola parte (<5%) ha una remissione completa.
Dai primi anni '80 è stato introdotto un nuovo farmaco, la Fludarabina, un analogo delle purine che agisce inibendo la sintesi del DNA delle cellule leucemiche. La Fludarabina induce remissioni complete circa nel 30% dei pazienti non precedentemente trattati con una quota di risposte complessive che si attesta oltre il 70% e con una sopravvivenza mediana di circa 5 anni. Anche la Fludarabina è un farmaco ben tollerato, in quanto non provoca nausea, non determina alopecia e solitamente viene infuso in regime di Day-Hospital in un'ora; lo schema terapeutico più usato prevede la somministrazione giornaliera del farmaco per 3 o 5 giorni consecutivi al mese. Numerosi trials clinici sono stati condotti per dimostrare l'efficacia di questo farmaco rispetto al clorambucil o ai regimi polichemioterapici: questi studi nel loro complesso hanno mostrato un vantaggio per la fludarabina in termini di percentuale di remissioni complete, di durata della remissione e un trend positivo in termini di durata della sopravvivenza globale.
Attualmente la Fludarabina è disponibile anche come farmaco per bocca ed è quindi facile prevedere che gli studi clinici futuri saranno volti a valutare l'efficacia e la sicurezza della formulazione orale.


![Pagina validata XHTML 1.0 Strict! Verifica con la validazione automatica [link esterno, apre una nuova finestra]](/istituto/ico/valid-xhtml10.gif)
![CSS Validato! Verifica con la validazione automatica [link esterno, apre una nuova finestra]](/istituto/ico/w3c_css_ico.bmp)

