Contenuto
Il trapianto di midollo osseo allogenico (allotrapianto)
Nonostante il buon controllo della malattia che ottiene l'autotrapianto di midollo osseo, la gran parte dei pazienti è destinata a recidivare nell'arco di tempo di alcuni anni. Con lo scopo di migliorare questi risultati, è stato introdotto nel trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC) il trapianto di midollo osseo allogenico o allotrapianto di midollo. In effetti i dati iniziali relativi all'impiego di questo tipo di procedura hanno dimostrato che il trapianto allogenico è in grado di indurre una remissione completa duratura anche nei pazienti refrattari ai trattamenti convenzionali. Il trapianto di midollo osseo allogenico deve la sua elevata attività terapeutica non tanto all'azione dei farmaci chemioterapici, ma al fatto che agisce come una vera e propria immunoterapia adottiva, ossia il sistema immunitario sano del donatore aggredisce e distrugge le cellule malate del paziente, esercitando un'azione efficace e prolungata nel tempo. Infatti, l'allotrapianto non si limita a sostituire il midollo osseo del paziente con quello di un donatore sano ma comporta anche il trasferimento di un nuovo sistema immunitario dal donatore al ricevente. Dal momento che il sistema immunitario di un individuo, una volta trapiantato in un altro soggetto, può provocare dei danni gravissimi (conseguenti al conflitto immunitario che si genera nell'ospite), è necessario che il livello di compatibilità nella coppia donatore-ricevente sia il più elevato possibile. Il grado di compatibilità tra fratelli viene valutato con l'analisi dei geni del sistema HLA ed il trapianto è possibile solo in presenza di un elevato livello di uguaglianza tra donatore e ricevente.
Uno studio di registro effettuato negli anni '90 mostra che la curva di sopravvivenza di circa 50 pazienti sottoposti ad allotrapianto presenta un "plateau" del 40% a 5 anni: ciò sta a significare che questa quota di pazienti, vivi e in remissione completa, sono verosimilmente guariti dalla malattia. Questo studio è considerato come una pietra miliare della terapia della LLC, in quanto per la prima volta si poteva dimostrare un trattamento in grado di offrire la guarigione a pazienti giovani affetti da questa malattia. Il prezzo da pagare però è stato rappresentato da una mortalità associata al trattamento che oscilla tra il 25 e il 40%, quindi molto più elevata rispetto all'autotrapianto.
Recenti progressi della pratica trapiantologica hanno permesso di sviluppare una nuova procedura di trapianto caratterizzata da una uguale efficacia rispetto al trapianto convenzionale ma gravati da una tossicità ed una mortalità molto inferiori. Questa nuova strategia di trapianto viene chiamata trapianto di midollo osseo allogenico a ridotta intensità.


![Pagina validata XHTML 1.0 Strict! Verifica con la validazione automatica [link esterno, apre una nuova finestra]](/istituto/ico/valid-xhtml10.gif)
![CSS Validato! Verifica con la validazione automatica [link esterno, apre una nuova finestra]](/istituto/ico/w3c_css_ico.bmp)

