Contenuto
Cosa offre la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
La Struttura Complessa di Ematologia e di Trapianto di Midollo Osseo dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano è particolarmente attiva nel trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC). La terapia viene personalizzata in base alle caratteristiche prognostiche della malattia e, a questo proposito, l'Istituto offre un pannello completo di indagini, tra cui l'analisi citogenetica, la FISH e le analisi di biologia molecolare sui geni delle immunoglobuline. Per quel che riguarda la terapia, l'Istituto offre tutto lo spettro dei trattamenti disponibili, che spaziano dalla chemioterapia convenzionale fino al trapianto di midollo osseo allogenico da donatore da banca. Esiste inoltre un protocollo sperimentale di trapianto dedicato ai pazienti ricaduti che hanno un familiare solo parzialmente identico a livello dei geni dell'HLA.
Nei pazienti che sono candidati all'autotrapianto di midollo osseo l'obiettivo attuale è quello di eliminare, o quanto meno ridurre il più possibile la contaminazione tumorale delle raccolte di cellule staminali; per questo motivo sono in fase di attuazione protocolli clinici che prevedono la mobilizzazione e la raccolta di cellule staminali periferiche sottoposte alla procedura di purging in vivo con anticorpi monoclonali (anti-CD52 e anti-CD20). Relativamente al trapianto di midollo osseo allogenico, vengono utilizzati differenti regimi trapiantologici, spaziando dai protocolli convenzionali alle modalità più innovative che prevedono l'impiego di regimi di condizionamento ben tollerati. Anche in questo caso, la scelta del tipo di allotrapianto viene fatta in base alle caratteristiche della malattia di ciascun paziente. Inoltre, l'impiego di protocolli innovativi che prevedono l'uso di nuovi anticorpi per diminuire il rischio di malattia da trapianto contro l'ospite ha permesso di ridurre l'incidenza di questa grave complicanza.
La pratica clinica è supportata da un laboratorio di ricerca la cui attività ha ricadute dirette per il paziente, in primo luogo per quel che riguarda l'analisi molecolare per la ricerca del DNA delle cellule malate (genomi tumorali), sia sui campioni di midollo che sulle leucaferesi. E' attualmente possibile infatti studiare in modo seriale e quantitativo la malattia grazie ad una tecnica di biologia molecolare denominata "real-time PCR". Essa si avvale di sonde fluorescenti per marcare geni tumore specifici e consente di determinare il numero esatto di genomi tumorali sulla base del confronto della quantità di fluorescenza presente nel campione con quella rilevata in un sistema di riferimento contenente diluizioni scalari del gene bersaglio.
Questa metodica rappresenta un progresso rispetto alla PCR tradizionale in quanto permette non solo di rilevare una eventuale ripresa della malattia già a livello molecolare, (quando cioè la malattia non è ancora visibile con gli esami strumentali di routine) ma anche di seguirne l'andamento nel tempo; ciò consente di effettuare interventi terapeutici mirati molto precoci, con sostanziali benefici sia in termini di risultati ottenuti che di tossicità da terapia. Infine, vengono garantiti tempi rapidi di accesso alle strutture ambulatoriali e di ricovero.


![Pagina validata XHTML 1.0 Strict! Verifica con la validazione automatica [link esterno, apre una nuova finestra]](/istituto/ico/valid-xhtml10.gif)
![CSS Validato! Verifica con la validazione automatica [link esterno, apre una nuova finestra]](/istituto/ico/w3c_css_ico.bmp)

