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L'Istituto Nazionale dei Tumori e la prevenzione dei danni da fumo. Una storia di conquiste e di importanti scoperte scientifiche.
Fino a quindici anni fa parlare di fumo era un tabù e un argomento "superfluo", persino in un ospedale oncologico. Dopo un po' le cose sono cambiate: a partire dalla campagna "Istituto senza fumo" è nato all'Istituto Nazionale dei Tumori uno dei più importanti Ambulatori che assistono i fumatori che vogliono smettere. È stato superato in pochi anni il numero di 1.500 assistiti e oltre a loro un significativo gruppo di fumatori passivi ha voluto essere visitato per avere una valutazione della loro situazione respiratoria e, se necessario, cure adeguate. Ad alcuni di loro, esposti al fumo di sigaretta durante le ore di lavoro, è stata consegnata una lettera per il datore di lavoro con un'esplicita richiesta di tutela della loro salute e di rispetto per la legge italiana.
L'Istituto si occupa anche dei fumatori ricoverati: oltre all'impegno "storico" contro i tumori fumocorrelati, basato sulle migliori tecniche chirurgiche e mediche e sugli studi sulla diagnosi precoce, i fumatori oncologici vengono assistiti anche per superare le crisi d'astinenza da nicotina durante la degenza. Per quelli fra loro che vogliono provare a dare un significato positivo anche ai giorni di ricovero, impegnandosi a smettere di fumare, l'Istituto mette a disposizione un servizio di psico-oncologia, infermieri formati e la necessaria terapia farmacologica, con l'obiettivo di usare lo stop al fumo per rinforzare il paziente con messaggi positivi e di speranza nel futuro.
Un team si occupa di ricerche sull'inquinamento da fumo, realizzate in collaborazione con la SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), la cui pubblicazione ha avuto risonanza mondiale e non solo sulle riviste scientifiche. Le più recenti scoperte hanno riguardato, in particolare:
- quanto una sola sigaretta inquini di più di un motorino (almeno 10 volte);
- quanto fumare in auto aumenti incredibilmente la concentrazione delle polveri sottili nell'abitacolo;
- quanto un quartiere storico del centro di Milano come quello di Brera venga notevolmente inquinato dai fumatori che fumano all'aperto nelle sue strette vie.
Un gruppo di operatori si è dedicato specificatamente alle scuole, portando ai ragazzi non solo le immagini dei danni provocati dal fumo alla pelle, ai capelli, all'attività sportiva, ma raccontando anche le vicende del mercato delle sigarette, dei meccanismi usati per nascondere i danni e legare alla dipendenza da nicotina le nuove generazioni. L'Istituto propone inoltre un intervento alle aziende per aiutare i propri dipendenti a smettere di fumare. Si tratta di un aiuto concreto per la salute dei propri collaboratori, ed anche di un investimento sul futuro di tutta l'azienda. Insomma il fumo attraversa la vita dei pazienti e dei cittadini, per l'Istituto Nazionale dei Tumori è una sfida da giocare pienamente con le proprie migliori risorse e coinvolgendo tutta la società in un grande obiettivo: senza sigarette avremo 1/3 di tumori in meno da curare.
Dr. Roberto Boffi
Pneumologo
Fondazione IRCCS
Istituto Nazionale dei Tumori


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