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Istituto Senza Fumo sul British Medical Journal.com (BMJ 2000;321:1155 - 4 Novembre)
Giovanni Invernizzi ha pubblicato un intervento su un interessante articolo che correlava l'uso dei telefonini ad una diminuzione dell'abitudine al fumo negli adolescenti inglesi. Gli autori correlano lo "status symbol telefonino" come direttamente concorrente a quello sfruttato dalle pubblicità delle sigarette. Accanto a questo una interpretazione meramente economica: il telefonino richiede soldi che possono/debbono venir sottratti al fumo. In Italia non sembra così, siamo leaders nel numero di telefonini pro capite, ma i nostri adolescenti mostrano addirittura un aumento nel consumo di sigarette per quanto riguarda le giovani. Invernizzi porta i dati Istat e chiede ulteriori ricerche studio su questa interessante ipotesi e soprattutto su questo importante problema del fumo nei giovani. L'articolo è anche firmato dai nostri Boffi e Mazza di "Istituto senza Fumo" e dimostra la volontà dell'Istituto Nazionale Tumori di uscire dall'ambito strettamente curativo ed intervenire anche nello studio e nella ricerca di più efficaci interventi di prevenzione soprattutto nelle fasce più deboli come appunto gli adolescenti.
Cercare all'indirizzo: www.bmj.com/cgi/content/full/321/7269/1155
Un percorso verso un'Istituzione senza fumo:
L'esperienza dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano
- Mazza Roberto, IP Ufficio Relazioni con il Pubblico Istituto Nazionale Tumori
- Boffi Roberto, Pneumologo Istituto Nazionale Tumori
- Invernizzi Giovanni, Medico di base (Società Italiana di Medicina Generale)
- Murru Luciana, Psicologa, Istituto Nazionale Tumori
- Majno Edoardo, Direttore Sanitario, Istituto Nazionale Tumori, Milano
Non è facile trasformare un'istituzione affermata e soprattutto con anni alle spalle di diverso atteggiamento in un'area "smoke free". Lo sanno benissimo il ministro della Sanità e il presidente della Lega di lotta contro i Tumori, G.Ravasi, che non molti anni fa convocarono nell'aula magna tutti i medici, infermieri, amministrativi dell'Istituto Nazionale Tumori per iniziare una campagna anti-fumo. All'incontro si presentarono 7 persone, l'idea fu accantonata in attesa di tempi migliori. Abbiamo riprovato con una serie di iniziative culminate il 1° gennaio 2000 con la dichiarazione, affissa in tutti i locali: «questo è un luogo di ricerca e di cura, è vietato fumare». Questa volta l'impatto è stato diverso, oggi è difficile vedere un camice bianco con la sigaretta in bocca, il fumo è tollerato solo all'aperto, ma soprattutto siamo riusciti a cambiare il clima: si è affermato che il primo diritto dei dipendenti e dei cittadini è quello di non essere costretti a respirare il fumo di sigaretta e non quello di fumare dove e quando uno voglia. La campagna "Istituto senza fumo" coordinata dal Direttore Sanitario è diventata una presenza costante con le sue iniziative e i suoi incaricati nella quotidianità del lavoro di cura e ricerca.
I passi fondamentali di questa esperienza sono stati:
- La presa di coscienza e la piena titolarità dell'iniziativa da parte della dirigenza: la campagna è stata annunciata con una lettera personalizzata ad ogni dipendente e ripresa con un'assemblea pubblica in cui il Commissario Straordinario, il Direttore Scientifico e il Direttore Sanitario hanno risposto alle obiezioni e dichiarato ufficialmente che la scelta anti-fumo dell'INT è assolutamente fondamentale per il senso stesso del lavoro di cura e ricerca. Le nuove norme vengono confermate da un questionario somministrato ai dipendenti da cui risulta una forte maggioranza favorevole ad eliminare il fumo da tutti gli ambienti di lavoro.
- La capacità di mantenere tutti i locali liberi dal fumo di sigaretta è entrata a pieno titolo tra i requisiti di valutazione di ogni responsabile di unità operativa o di ufficio e quindi nella valutazione periodica di ogni dirigente.
- I dirigenti si avvalgono dell'aiuto di un gruppo specifico di dipendenti che per le loro mansioni (capi ufficio, capi sala) e/o per motivazione personale diventano i responsabili della campagna e con la loro presenza dissuasiva assicurano l'intervento anche nei luoghi "difficili": corridoi, scale etc.
- Si ricerca la collaborazione di altre forze qualificate: l'Istituto partecipa a "progetto A.MI.CO" della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) per utilizzare la misurazione del monossido di carbonio come azione e intervento motivante e dissuasivo per i fumatori e confermante per i non fumatori. Nella giornata mondiale anti-fumo si organizza la misurazione del CO a più di 500 persone fra dipendenti, pazienti e visitatori. A ciascuno viene consegnato un regolo interpretativo e viene offerta l'opportunità di un colloquio con uno psicologo della Lega contro i Tumori o con il nostro pneumologo. L'iniziativa viene ripetuta con i medici di base presenti ad un corso d'aggiornamento e in una piazza centrale di Milano in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.
- Si indirizzano i fumatori desiderosi di smettere ai corsi per la disassuefazione organizzati dalla Lega contro i Tumori
- Si inizia un progetto di ricerca e intervento su stress. fumo e condizioni di lavoro, in collaborazione con la società italiana di Psico-Oncologia (SIPO). Si tratta di un intervento sul tema del burn-out in oncologia e la sua relazione con l'abitudine al fumo, rivolto a un gruppo di dipendenti a cui viene proposto un percorso di riflessione e momenti di esercizi psicocorporei sul tema dello stress lavorativo e dell'abitudine autodistruttiva al fumo
L'intervento ha prodotto un indubbio cambio ambientale e d'immagine dell'istituzione. Ad un anno dall'inizio della campagna si procederà anche ad una valutazione dell'incidenza dell'abitudine al fumo con la riproposizione del questionario, che dovrebbe fornire anche una valutazione dell'impatto delle iniziative sui singoli dipendenti.
In questo momento l'equipe della campagna sta procedendo a organizzare nuovi interventi per reiterare la scelta istituzionale e si propone in stretta intesa con il progetto AMICO dei medici di base della SIMG di utilizzare il know how acquisito nella campagna per costituire una task force di intervento presso altre istituzioni od aziende desiderose di entrare nel circuito dei luoghi smoke free per promuovere la propria immagine e soprattutto, la salute di dipendenti e cittadini.


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